Mente Psicoterapeuta
Mente Psicoterapeuta

La nostra nuova rubrica ‘Lo Psicologo al tuo fianco’ a cura della dott. Roberta D’amico psicologa e psicoterapeuta.

Ognuno di noi ha dentro di sé un talento, una predisposizione, un’attitudine  conosciuta o nascosta, riconoscerla può determinare le nostre scelte future.

Quest’articolo vuole proprio far conoscere e scandagliare quante e quali capacità possediamo e come poterle utilizzare. Per far ciò prendiamo in prestito dalla letteratura scientifica una teoria che ha riconsiderato il concetto di intelligenza: Le intelligenze multiple (Howard Gardner,1983)

Vi starete già domandando come dal talento siamo approdati alle intelligenze e per di più multiple! Ma perché, quante ne abbiamo?

E’ fondamentale innanzitutto predisporci alla possibilità che ci possano essere diverse forme di intelligenza e non una sola o meglio non solo quella misurabile tramite i test  psicometrici. Non si è intelligenti solo perchè si riescono a risolvere problemi alla “ Einstein”!

Il fascino degli studi di Gardner, psicologo americano, risiede nel concepire, già dagli anni 80, il cervello in maniera plastica e creativa. Il cervello può evolversi e sperimentare nuove forme di apprendimento, facendo emergere quelle abilità che in altri contesti, probabilmente, rimarrebbero nascoste o sconosciute.

Importante diventa, quindi , il contesto culturale, educativo e sociale in cui queste forme di intelligenza possono trovar terreno per crescere ed esser coltivate. Naturalmente il presupposto principale è  dettato dalla Genetica e  dalla Biologia, ma con una certa  consapevolezza e gli stimoli giusti, possiamo coltivare e valorizzare anche abilità apparentemente nascoste.

Oggi, la domanda che dobbiamo porci non è  “quanto sia intelligente quel bambino, quel ragazzo o quella persona” , ma “in che modo può essere intelligente?”.

Lasciamoci alle spalle il concetto ormai superato di intelligenza universale, legata esclusivamente a percorsi formativi eccellenti e a carriere scolastiche brillanti. Proviamo a dare spazio a nuove prospettive che possano andar oltre una ristretta e rigida gamma di prestazioni scolastiche che  troppo spesso possono condurre al fallimento se non si è capaci in tali ambiti(basti pensare alla dispersione scolastica).

Fintanto faremo credere al bambino o ai ragazzi che ciò che conta è eseguire un test standardizzato, nel quale ci si deve assicurare di mettere il segno al posto giusto, ci sarà una quantità importante di individui che giungerà alla conclusione di non possedere le abilità necessarie e sappiamo bene che “quando ci convinciamo, diventiamo”. Sin da  piccoli siamo orientati verso determinate abilità: un adulto attento e incoraggiante potrebbe aiutare il bambino a focalizzarsi sulle sue capacità dominanti e valorizzarle, creando curiosità e voglia di esplorare quegli ambiti più congeniali al bambino, scoprendo i propri talenti naturali.

Il modo migliore per farlo, soprattutto con i bambini, i primi costruttori di intelligenza propria, è di non forzare le cose, di non costringerli a fare o diventare ciò che non vogliono o desiderano perché prima o poi ci presenteranno il conto.

Se invece si dà la possibilità di esprimersi, di cambiare idea, di andare in nuove direzioni, quasi tutti scopriranno di essere bravi in qualcosa.

Proviamo ad immaginare una scuola in cui non esistono voti (buoni o cattivi), una famiglia in cui non esistono pressioni e una società che non considera solo chi ha successo, l’avete fatto?

Illusione o sogno? In realtà, in Italia ci sono almeno due scuole che si ispirano a questa idea e tante altre in Europa e nel resto del mondo. (La Scuola Possibile di Torino, Centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia)

Le famiglie, prime fonti di riferimento, rappresentano un elemento fondamentale, pertanto, si può e deve lavorare sulla consapevolezza dei genitori, dispensatori e scopritori di energie creative dei propri figli.

Di conseguenza la società diventa lo specchio di ciò che può fare ognuno di noi; che sia un genitore, un insegnante, un educatore o un amico.

Fin ora abbiamo l’accento sui bambini in quanto primi produttori di intelligenza propria, ma non dobbiamo assolutamente dimenticare che (i bambini di ieri sono gli adulti di oggi) ognuno di noi è possessore di tali specifiche abilità.

Il modello delle intelligenze multiple non vuole essere un modello statico o assoluto per determinare profili o scelte di vita, ma intende costituirsi come una finestra sulla possibilità di capire come funziona la nostra meravigliosa mente e scoprire tutte le potenzialità che essa ci riserva.

Scopriamo insieme quali possono essere le nostre potenzialità.

Secondo la teoria di Howard Gardner esisterebbero otto forme diverse di intelligenza:

  1. Intelligenza verbale-linguistica

La capacità di esprimere il pensiero in parole, di usare le parole per esprimere e apprezzare significati complessi e per studiare altre lingue. Leggere, raccontare storie, parlare, comporre poesie, risolvere cruciverba, creare giochi di parole.

  1. Intelligenza logico-matematica

Fare ragionamenti logici, sperimentare idee e soluzioni scientifiche, calcolare e risolvere operazioni matematiche, ordinare numeri e oggetti, classificare, cogliere nessi o relazioni tra le informazioni.

  1. Intelligenza visiva-spaziale

Ragionare in due o tre dimensioni, spostare se stessi e gli oggetti nello spazio, produrre grafici, visualizzare prima di costruire. Fare disegni tecnici e produrre lavori d’arte, navigare, pilotare, percorrere labirinti, risolvere puzzle, occuparsi di design.

  1. Intelligenza corporeo-cinestetica

Eseguire sequenze di movimenti, risolvere problemi o creare usando tutte le parti del proprio corpo.

Comunicare idee ed emozioni con il linguaggio del corpo. Sport, ,danza, costruzione e riparazione di oggetti.

  1. Intelligenza musicale

Creare suoni, sensibilità alla tonalità, al timbro e sincronizzazione e al ritmo dei suoni. Capacità di comporre ed eseguire motivi musicali, cantare, suonare uno strumento, creare effetti sonori.

  1. Intelligenza interpersonale

Riconoscere le persone e loro sentimenti, umori, comportamenti e intenzioni e reagire in modo adeguato. Cooperare e interagire socialmente, mantenere rapporti, organizzare e gestire altre persone, negoziare, guidare un gruppo, empatia e sensibilità verso gli altri.

  1. Intelligenza intrapersonale

Capacità di riflettere su se stessi, di definire obiettivi personali, conoscere propri processi di apprendimento, analisi delle proprie forze e dei propri limiti, comportamenti e paure. Conoscenza di base delle emozioni.

  1. Intelligenza naturalistica

Capire e risolvere problemi nell’ambiente naturale, comprendere il lavoro con gli animali, escursioni, studio dei fiumi, montagne e vulcani, protezione dell’ambiente. Capacità di differenziare e categorizzare la flora, la fauna, il rilievo e i fossili.

Il nostro cervello ci fornisce tutte le risorse necessarie affinchè possiamo creare il nostro giardino!

Sta a noi far crescere e curare quelle risorse che ci appartengono per renderlo più prezioso, se sostenuti dalle giuste figure di riferimento potremo veder sbocciare fiori sempre più belli, profumati e rigogliosi.

Dott.ssa Roberta D’Amico

Psicologa/psicoterapeuta

Email: damico.roberta82@gmail.com

Sito web: http://www.psicologaltuofianco.it

Fonti:

Mente&cervello 2015

  1. Gardner, Formae mentis,2010

H.Gardner, La teoria delle intelligenze multiple,1983

D.Goleman, Lo spirito creativo,2010

 

 

 

 

 

 

 

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