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Invitiamo la cittadinanza ostunese a riunirsi domenica 20 novembre nel bellissimo spazio verde del Boschetto dell’Acquaro che per l’occasione ripuliremo insieme dai rifiuti abbandonati, con la voglia di incontrarsi e confrontarsi sui contenuti delle riforme costituzionali alla luce di importanti questioni pugliesi presenti e future.

La Puglia sta vivendo un periodo molto favorevole per certi versi, e molto sfavorevole per altri. Mentre si assiste ad un aumento esponenziale della capacità pugliese di fare impresa in settori come il turismo, la produzione agroalimentare, la cultura, con conseguente crescita di prestigio e di notorietà per il brand “Puglia”, il nostro governo nazionale pare aver destinato la Puglia a tutt’altro: petrolio e gas per terra e per mare, carbone (che resta quindi a Cerano), ancora acciaio a Taranto, e, “dulcis in fundo”, in Alta Murgia un deposito nazionale per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi.

Nei piani nazionali la Puglia dei prossimi anni si trasformerà in una delle aeree italiane più sfruttate dalle multinazionali del fossile che accresceranno le loro azioni a fini di ricerca, estrazione e transito delle materie prime, senza fra l’altro alcun vantaggio economico locale.
E così mentre dal nostro passato industriale restano ancora irrisolte importanti questioni come le due grandi aeree industriali di Brindisi e Taranto, dove il grado di inquinamento, il danno socio-sanitario e le vicende giudiziarie in corso, dimostrano quanto fallimentare e non più perseguibile sia in Puglia quel modello di sviluppo oggi, le politiche governative prevedono per la nostra regione ulteriori progetti industriali altamente impattanti ed inquinanti che si andranno a sommare a quelli già esistenti.

Tutto questo è INSOSTENIBILE. Noi qui in Puglia, a differenza di tanti altri luoghi meno dotati, abbiamo una scelta, ABBIAMO GIA’ SCELTO! Noi vogliamo guardare al futuro della Puglia con un faro ben acceso davanti: la voglia di potenziare e sviluppare una terra sana, bella, accogliente, ricca di risorse ambientali, delle nostre tradizioni locali e della capacità di fare impresa e di creare lavoro dalle nostre risorse.

Le riforme costituzionali, che il 4 dicembre prossimo siamo tutti chiamati a giudicare, prevedono che si trasferiscano dalle Regioni al Governo importanti competenze in tema ambientale, energetico e turistico; il che vale a dire: meno potere alle Regioni. Inoltre a detta di esperti costituzionalisti che hanno denunciato la scarsa chiarezza del testo della riforma del Titolo V, ci preoccupa il fondato sospetto che queste modifiche porterebbero a numerosi contenziosi fra istituzioni locali e centrali.

Noi preferiamo continuare a poterci riferire alle istituzioni locali, in prima e più immediata istanza, perché riteniamo che una centralizzazione delle competenze darebbe il seguente risultato certo: indebolimento dei territori e mortificazione delle aspirazioni territoriali a favore di imposizioni dall’alto di progetti e programmi omologati che non rispecchiano le caratteristiche sociali, culturali ed economiche locali.

Gruppo di attivisti 5 Stelle X Ostuni

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