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Il progetto “We Are The Children”  riparte e lancia il sito internet dove poter reperire tutte le informazioni ed effettuare donazioni, il progetto umanitario di scambio culturale e solidarietà tra Italia e Africa, è pronto a ripartire.

L’iniziativa promossa dall’associazione “Tarantula Rubra”, presieduta dall’ostunese Anna Nacci, si propone di portare, attraverso la musica, solidarietà ai bambini meno fortunati che abitano una parte di mondo in cui, a causa di guerre e di contesti socio-politici difficili, sono costretti a vivere in condizioni di povertà e abbandono L’anno scorso “We are the children” ha portato aiuti e regalato momenti di spensieratezza ai bambini ospiti dell’orfanotrofio “Kinder Paradise”, di Accra, in Ghana. Quest’anno, l’associazione ha scelto di andare in Kenya dove visiterà due orfanotrofi, di cui uno dedicato esclusivamente a bambini sieropositivi. Oltre a portare materiale didattico, giocattoli, medicine e giocattoli, quest’anno “We are the children” ha deciso di portare in dono a questi bambini e ragazzi kenyoti, il grano Senatore Cappelli, che verrà seminato, e i pannelli solari che serviranno ad alimentare le pompe idriche per estrarre direttamente l’acqua. Per raccontare il progetto e raccogliere fondi, “We are the children” ha creato un sito internet (http://www.wearethechildren.it), in cui sarà possibile trovare tutte le informazioni sul progetto dell’anno scorso e quello di quest’anno. “Abbiamo pensato di creare un sito- spiega Anna Nacci, ideatrice e Project Manager di “We are the children”- che raccolga tutto quello che abbiamo fatto finora ma, soprattutto quello che andremo a fare. Un sito che chiunque potraà visitare per capire chi siamo e cosa facciamo, al fine di comprendere l’importanza del nostro progetto. Abbiamo inoltre creato una piattaforma di ‘crowdfunding’, in cui, chi vorrà sostenerci potrà farlo, donandoci quello che potrà”. Tra pochi giorni, il progetto entrerà in dieci scuole primarie dove, grazie a laboratori musicali, si insegnerà ai bambini il linguaggio musicale come strumento essenziale di solidarietà.

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