Influenza 2015
Influenza 2015

L’influenza stagionale si sta già dando da fare. Sono migliaia gli italiani che in questi giorni sono alle prese con i sintomi della sindrome influenzale. Infiammazione delle vie respiratorie, febbre e dolori articolari stanno costringendo a un riposo forzato. Se ne stanno a letto al caldo, con un panno bagnato sulla testa per abbassare la temperatura e il paracetamolo a portata di mano per non superare un livello allarmante della febbre. Questo però non è che solo un assaggio. Dopo un lento riscaldamento l’influenza colpirà pesante intorno alla fine di gennaio e l’inizio di febbraio, periodo in cui è atteso il picco dell’epidemia. Negli ultimi dieci anni (salvo il 2009 anno della pandemia) i virus dell’influenza sono stati abbastanza abitudinari, i momenti di apice si sono manifestati sempre nel mese di gennaio. Una differenza con l’epidemia dell’anno passato però si prevede ci sarà: l’influenza del 2015 sarà un po’ più «cattiva». Dobbiamo considerare che il virus è facilmente modificabile e quindi può accadere non di rado che si presenti in forme più o meno gravi. Lo sanno bene gli operatori sanitari che già da qualche settimana si stanno preparando all’ondata di pazienti che a breve li travolgerà. Quelle che stiamo vedendo in questi giorni sono soprattutto insufficienze respiratorie in pazienti che sono per esempio affetti da bronchiti croniche e che non sono certo favorite dal clima . Anche i medici di medicina generale, prime sentinelle per questo genere d i disturbi, sono in attesa del grosso dell’epidemia. C’è parecchia patologia in questi giorni però non si tratta dell’ondata tipicamente definibile come influenza che è caratterizzata da febbre elevata ad esordio brusco, dolori articolari e infiammazioni delle vie aeree ma piuttosto di forme simil influenzali. A fare la differenza tra vera influenza e virus “cugini” sono i sintomi: una febbre molto alta, che arriva all’improvviso e dura per 5 giorni, con dolori alle ossa, mal di testa e disturbi respiratori è tipicamente influenzale, mentre se la temperatura va e viene, senza raggiungere picchi troppo elevati, e i fastidi si risolvono in due-tre giorni, probabilmente è un virus “cugino». Per quanto riguarda le cure, gli esperti consigliano di restare al caldo soprattutto nei primi giorni in cui si avvertono i sintomi, evitando così gli sbalzi di temperatura, che potrebbero rendere la situazione più complessa. Bere tisane calde, evitare pasti pesanti, preferendo cibi leggeri e liquidi, come ad esempio il brodo oppure i passati di verdure. Mangiare tanta frutta di stagione, in particolar modo le arance e lavarsi spesso le mani. Tra i piccolissimi a creare problemi spesso è il virus respiratorio iniziale, che causa la bronchiolite e nei bebè di pochi mesi può rivelarsi particolarmente cattivo. La campagna antinfluenzale quest’anno ha subito in gan parte d’Italia , una battuta d’arresto a seguito del ritiro dal mercato di alcuni lotti vaccinali sospettati (poi scagionati) di avere causato la morte in alcuni pazienti nelle ore successive la somministrazione. Questo fatto ha sicuramente influito sulla campagna vaccinale ma i vaccini in commercio sono sicuri. L’agenzia del farmaco, già nel mese di dicembre, ha rimosso il divieto di utilizzo dei lotti bloccati dopo le morti sospette. L’Istituto Superiore di Sanità e l’Agenzia del Farmaco hanno comunicato il 23 dicembre che le analisi di laboratorio sui vaccini antinfluenzali “hanno evidenziato risultati conformi ai parametri attesi”.

La nostra Angela Anglani ha ascoltato il dott. Valerio Scarano Catanzaro

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