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Ostuni e la Dieta Mediterranea in un percoso che continua costantemente, ieri (11 settembre), presso l’Hotel Montesarago, è stato organizzato un evento nell’ambito del progetto di cooperazione transnazionale “Leader Med”, che costituisce uno dei pochi esempi di modelli di studio tra i paesi terzi del mediterraneo .

All’incontro hanno partecipato il presidente ed il direttore del Gal Salento, rispettivamente  l’ex sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella e Carmelo Greco, Felice Congedo della piattaforma “Leader Med”, ed il professore emerito dell’università di Padova, Gaetano Crepaldi, presidente della fondazione dieta mediterranea, che ha sede ad Ostuni. L’illustre accademico veneto, in questa occasione, è ritornato sulla possibile partecipazione all’Expo 2015 della sua fondazione: “E’ stata di recente confermata l’intera  giornata a noi dedicata in abbinamento con il Cnr.  Nel frattempo, stiamo continuando a valutare la possibilità di ottenere una postazione fissa all’interno di questa campionaria mondiale. Con alcuni esperti del settore stiamo studiando tutte le possibilità” – afferma Crepaldi – “Per unire tutti gli ovicoltori ionico-salentini, ed insieme affrontare questa sfida, si dispendiosa dal punto di vista economico, ma che potrebbe aprire scenari importanti per l’economia del territorio”. Durante il convegno di ieri pomeriggio ad Ostuni, intanto, sono state identificate le maggiori peculiarità della dieta mediterranea. Questa abitudine alimentare, è stato ribadito, costituisce un elemento che perfettamente si concilia con la necessità che ha ormai il pianeta di ricercare dal punto di vista ambientale, un contesto globale maggiormente sostenibile. Recenti studi in questo campo hanno potuto verificare che l’agricoltura, e quindi il luogo dove hanno origine tutti i prodotti della dieta mediterranea, nella produzione mondiale di anidride carbonica incide solo in percentuali minime che si attestano intorno al 15%. Dieta mediterranea per natura  stessa collegata al concetto di produzione locale e biologica. Nel corso degli interventi è stato affrontata anche una delle maggiori criticità in riferimento alla produzione e commercializzazione dell’olio di oliva. La mancanza di leggi comunitarie sulla tracciabilità, a tutela dei reali produttori, costituisce una problematica, di cui se ne parla ormai da diverso tempo, che comportata risvolti economici negativi per le aziende del territorio.

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