Questa sera ad Ostuni, Neapolis duo project viaggio nel mondo della tradizione napoletana

ciccio formaggio Neapolis duo
ciccio formaggio Neapolis duo
Volantino Spazio Conad Mesagne

Questa sera nel chiostro di Palazzo di Città alle 20.30, arrivano i Napolis due project, “Viaggio nel teatro e nella canzone napoletana classica e contemporanea”.

Nata da una costola del melodramma e dell’opera buffa – ricordiamo autoi che vi si cimentarono come Marcadante, Donizetti, Bellini – la canzone napoletana, come la intendiamo oggi, nasce nel 1800 grazie ad autori e parolieri che si specializzarono nel genere. A tale produzione – che non solo in Italia venne considerata “colta”- venne affiancato il termine “classico”, appunto perché riferita ad opera eccellente, di una perfezione degna degli antichi e, quindi, perpetuata nel tempo fino a diventare “tradizionale”. È, infatti, proprio alla tradizione, all’amore, alla terra, alla risata, al dolore, ad usi e costumi eterni, che le sonorità napoletane si richiamano. La canzone napoletana ha, infatti, il potere di amplificare comicità e dramma, e pur avendo una propria identità e una forte peculiarità, è in grado di raccontare temi universali che riguardano tutti, in ogni epoca.

Per questa ragione, divulgare la canzone napoletana, sia tra gli amatori che tra i profani, è certamente un modo per ricordare cose dimenticate e riscoprire curiosità, emozioni, aneddoti dal sapore antico. Un sapore antico che alla stregua di ogni forma di teatro classico, può infatti essere considerato contemporaneo e per certi versi sperimentale, per la riflessione plateale sulla condizione umana e sui sentimenti che ne scaturiscono, siano essi comici o tragici.

Neapolis duo project nasce dallo studio approfondito e appassionato che Giuseppe Cupertino (cantante e attore)  ha fatto, con la collaborazione della pianista Selina Sudhi Tse, sulla lingua napoletana e sulle sue molteplici sonorità e musicalità.  Il repertorio è formato da brani che coprono un arco di tempo che va dal XVIII secolo ai giorni nostri, e quindi piuttosto lungo ed eterogeneo. A partire dalle firme di poeti e compositori del periodo d’oro come Salvatore Di Giacomo, Vincenzo Russo, Libero Bovio, Filippo Campanella, Vincenzo Valente – con brani come Te voglio bene assaje, Era de maggioI’ te vurria vasà, fino ad arrivare a musicisti che l’hanno interpretata e resa celebre nel ‘900 come Roberto De Simone, Beppe Barra, Nino Taranto, Renato Carosone, e ai più attuali e sperimentali Fabrizio De Andrè, Domenico Modugno, Pino Daniele, Almamegretta.