ostuni Centro Storico
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Volantino Spazio Conad Mesagne

In scena nel chiostro di Palazzo San Francesco la commedia in vernacolo ostunese di Pasquale Scalone.

Na se po’ ccattà cchjiù niende : do’ fenucchjie e nu mazze de scattatore a llu mercate.. 2.050 lire…!!”

“Pascalu” lo dice con rabbia e quasi con sconcerto. E naturalmente se ne lamenta con la moglie, che invece cerca di rabbonirlo con il suo consueto modo di fare, equilibrato e conciliante com’è nello stile delle nostre madri del Sud. Donne col cuore grande e i piedi ben piantati per terra.

Pascalu e Ninetta costituiscono una coppia di tipici ostunesi, a metà strada tra spirito antico e spirito moderno, che adesso si trovano a vivere un momento importante per il futuro della famiglia : il loro unico figlio ha finito il liceo; Pascalu vorrebbe che seguisse la sua stessa strada, dedicandosi alla terra (“…tenime do’ belli fonde alla selva, ca so’ do ciardenere, po’ m’accattebbe chera gioja de chjiandata ca lu uegghjie lu fasce sola sola…”);  invece Ninetta accarezza il sogno (che sa di riscatto) di vedere il figlio laureato, che tutti dovranno chiamare Dottore.

Naturalmente non è una scelta da poco, perché implica un percorso di vita completamente diverso. Come andrà a finire ? Quale sarà il futuro del loro unico rampollo e di tutta la famiglia?

La risposta a questi interrogativi trovano risposta nella commedia in vernacolo “LA COPPELA ‘N GAPE” , che andrà in scena – come recital – presso il chiostro di San Francesco a Ostuni il prossimo lunedì 8 agosto 2016.

La commedia è stata scritta da Pasquale Scalone, autore ostunese che ha già al suo attivo la pubblicazione di un romanzo (“Verso le cose perse”, ed. Manni) e che ora, invece, si cimenta per la prima volta con un testo teatrale e per la prima volta col dialetto. Si tratta di una storia attuale – dove compare il telefonino, la TV e la legge della TV –. Una storia scritta in un dialetto anch’esso attuale. Lo scopo, e la sfida, dell’autore è stato proprio di presentare un dialetto con tutta la sua dignità di “lingua”, una lingua viva, che non fosse soltanto una somma di vocaboli di facile presa e di battutacce che strappano la risata grassa. Un dialetto, insomma, espressione il più possibile autentica della comunità ostunese, capace di esprimerne il potenziale comico ma anche quello drammatico.

Il recital non è stato affidato a nessuna delle compagnie teatrali già esistenti, ma ad gruppo creato ad hoc. Ne fanno parte :

  • Pasquale Scalone
  • Antonella Colucci
  • Giuseppe Nacci
  • Piero Rapanà
  • Remo Attanasio
  • Michele Conenna
  • Lorenzo Marseglia
  • Nene Mola
  • Romilda D’Errico

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