Intervista ai Nomadi ospiti del Foro Boario di Ostuni

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Volantino Spazio Conad Mesagne

I Nomadi sul palco del Foro Boario hanno chiuso ieri sera (27 agosto), la festa patronale ad Ostuni in onore di Sant’Oronzo.

La band, gruppo storico della musica italiana, hanno ripercorso i 50 anni della loro vita musicale, attraverso i più significativi brani contenuti nei 76 album pubblicati fino ad oggi. Un gruppo in continua evoluzione, con 23 componenti che si sono alternati negli anni mantenendo come trait d’union e memoria storica l’impareggiabile tastiera di Beppe Carletti, autore tra l’altro del libro appena pubblicato “Io vagabondo”, che racconta la sua storia personale attraverso quella dei Nomadi, dei loro raduni, delle loro centinaia di concerti all’anno su ogni piazza e in ogni palazzetto. Un tuffo nel passato, nel ricordo della indimenticabile voce di Augusto Daolio, ma anche dei cantanti che si sono susseguiti nella formazione dei Nomadi, fino all’arrivo nella band di Cristiano Turato. La musica dei Nomadi è da sempre un messaggio di denuncia, ma anche di impegno civile e il legame con il “popolo nomade”, che fedelmente li segue in tutti i loro appuntamenti, non è mai venuto meno in questi anni. Io vagabondo, Un pugno di sabbia, Un giorno insieme, Dio è morto, Crescerai, Ho difeso il mio amore, Canzone del bambino nel vento ,Io voglio vivere, Sangue al cuore e Dove si va tra le canzoni che i Nomadi hanno proposto al pubblico presente al Foro Boario nel concerto di ieri sera (27 agosto), offerto dall’Amministrazione Comunale di Ostuni ed organizzato dall’Agenzia New Music di Ceglie Messapica.

Angela Anglani

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