Festival Paestum Teatro Antico: primo premio a l’Officina del Sole del Pepe – Calamo

Liceo Classico Premio Paestum
Volantino Spazio Conad Mesagne

Lo spettacolo vincitore, “Del processo a Zeus”, con la regia del professore Alessandro Fiorella, coadiuvato dalla giovane talentuosa Giorgia Lanzilotti.

Gli esami non finiscono mai» diceva Eduardo, il più grande “teatrante” della nostra storia recente, ma che soddisfazione quando gli esami si concludono con una vittoria. È quel che avranno pensato regista, attrici e attori dell’Officina del Sole del Liceo “Pepe-Calamo” Sezione Classica di Ostuni stringendo tra le mani il primo premio del FESTIVAL PAESTUM TEATRO ANTICO (edizione 2022), nonché il PREMIO GIOVANI, attribuito da una giuria di allievi, scelti tra i partecipanti al Concorso.

Oltre a un riconoscimento in denaro, destinato alla scuola, agli studenti Edoardo Nacci, Elena Casale, Vincenzo Convertino, Agnese Milizia, Valentina Basile, Stefano Zizza, Elisa Lobello e Giorgia Lanzilotti, sono state conferite borse di studio per frequentare i corsi dell’ACCADEMIA MAGNA GRAECIA, fondata dall’attrice Sarah Falanga, che da anni è impegnata nella valorizzazione dei beni archeologici e ambientali del PARCO ARCHEOLOGICO di Paestum e Velia attraverso l’azione teatrale, unica accademia in Europa ad aver sede all’interno di un museo archeologico.

Lo spettacolo vincitore, “Del processo a Zeus”, con la regia del professore Alessandro Fiorella, coadiuvato dalla giovane talentuosa Giorgia Lanzilotti, prende le mosse dall’omonimo romanzo dell’autrice ostunese, da tempo residente a Roma, Giovanna Nosarti (Manni, 2021). “Del processo a Zeus” nasce dalla ricostruzione dell’epopea del re degli dèi, riletta con linguaggio contemporaneo e con un approccio ironico e surreale.

Sulla scena si susseguono le vicende tragicomiche di Zeus alle prese con gli effetti di una misteriosa congiura ordita ai suoi danni. La mitologia diviene, così, ancora una volta, strumento per affrontare problematiche attuali, ma che affondano le proprie radici nell’antichità. La satira sul monolite che regge l’Olimpo punta, infatti, a mettere in evidenza aspetti che la sensibilità contemporanea percepisce come grotteschi e incompatibili con i valori del mondo in cui viviamo: le discriminazioni di genere e l’esercizio patriarcale del potere.

Il signore del tuono è un dio in crisi d’identità, che sospetta di tutto e di tutti, e, per la prima volta, appare abbattuto, provato, alla ricerca di un senso, mentre un’angoscia destabilizzante monta dentro di lui come una marea difficilmente arginabile. Zeus, dopo numerosi “faccia a faccia” con i suoi più prossimi, approderà su sponde scivolose e insicure fino al finale che ammicca, con sfacciata ironia, alla nostra cronaca più recente.

Sarah Falanga, Direttrice dell’Accademia, che i più ricorderanno per aver preso parte a due tra le fiction televisive di maggior successo degli ultimi anni – “Gomorra” e “L’amica geniale” -, ma che è soprattutto attrice di teatro, vantando maestri quali Camilleri, Gassman e Fo, ha speso profonde parole di elogio nei confronti dei liceali ostunesi: «Sono stai energici, non hanno sbagliato niente. Loro sono raccordati e c’è una grandissima qualità dell’attore: il ragionare la battuta. Loro non interpretano solo il testo, sentono quello che dicono, sono tremendamente veri. E portare una drammaturgia in maniera così vera e convincente è per pochi, vuol dire che i vostri cervelli sono collegati ai vostri corpi e alle vostre bocche, che – credetemi – non è da tutti. Loro hanno una sinergia incredibile tra battuta, corpo, musica; le ragazze che cantano respirano con chi dice la battuta. Lo spettacolo è di tutti, sempre. Questo è un valore corale inestimabile. Questa è la circolarità dell’energia teatrale. Questi ragazzi sono tutti diversi tra loro, ognuno con i propri pregi ed i propri limiti, con i propri colori, però in scena sono tutti uguali».

La motivazione del premio, consegnato il 16 giugno scorso dalla Direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo, rimarca, del resto, i punti di forza del gruppo teatrale ostunese: «Per l’affiatamento scenico del gruppo di lavoro, per la preparazione tecnica, sia gestuale che vocale, in uno spettacolo che si distingue per la fusione tra la tradizione classicistica e le sfumature dei costumi moderni. Un particolare plauso va, poi, all’intelligenza interpretativa dei giovani protagonisti».

Una vittoria meritata, dunque, dietro la quale, oltre al lavoro di studentesse e studenti, si muove la sinergia di un affiatato gruppo di docenti – il professore Alessandro Fiorella e le professoresse Isabella Ayroldi, Lina Bianco e Roberta Menna – e il sostegno dell’intera comunità scolastica del “Pepe-Calamo”, a partire dal suo Dirigente, professore Francesco Dell’Atti.

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