Attraversamenti, musica e cultura tra Puglia ed Albania

vince abbracciante
vince abbracciante
Volantino Spazio Conad Mesagne

La musica, nell’immaginario collettivo, rappresenta un collante unico, capace di superare barriere e confini, parlando direttamente al cuore di ogni essere umano. Non ci sono lingua, razza, religione, ideologia che possano fermare la potenza delle note. La musica è uno strumento universale al servizio della crescita intellettuale, culturale, filosofica e sociale dell’uomo. Fatta questa breve ma fondamentale premessa, Attraversamenti, il festival di arte e cultura in scena a Ostuni il 5, 6 e 7 settembre, non poteva rinunciare a una nutrita e variegata sezione musicale, capace di abbracciare diverse sensibilità, nel solco di una ricerca dell’altro attraverso strumenti diversi e differenti modi di approcciarsi all’arte delle 7 note.

Aprirà le danze, nel vero senso della parola, la BandAdriatica di Claudio Prima, eclettico organettista salentino, venerdì 5, alle 22.30, in piazza della Libertà: l’ensemble è un incontro di culture e provenienze sotto il segno del mar Adriatico. La musica della BandAdriatica è figlia del mare. Concepita nelle notti buie di calma piatta o nei giorni di sole cocente. Sul ponte di una nave che è stata magicamente il luogo d’incontro di culture e musiche diverse. Un viaggio, una scommessa diventano un progetto di musica e di vita che accomuna musicisti e navigatori che decidono di imbarcarsi insieme e di cercare un nuovo linguaggio comune, quasi che le lingue natie non fossero state fino a quel momento sufficienti per comprendersi fino in fondo.

Sabato 6 è il giorno dei Siamesi Brothers, aka Esa e Tormento, sempre sul palco di piazza della Libertà, sempre alle 22.30. Nella primavera del 2008, Tormento, fondatore dei Sottotono, si prende una pausa dalla carriera da solista e collabora con suo fratello Esa, fondatore degli Otr – Gente guasta, a uno street album dal titolo Siamesi Brothers alludendo al legame di parentela tra i due. L’album è il primo lavoro a quattro mani: nonostante i fratelli abbiano cominciato insieme a fare musica, le loro carriere non si erano mai incrociate prima di questo momento. Il disco contiene collaborazioni di Guè Pequeno, dei Club Dogo, di Primo dei Cor Veleno, di Fadamat, di Ardiman, di Jack the Smoker, di Asher Kuno, di Bat, di Ensi e di Gora. Le basi sono per la maggior parte curate da Esa e Tormento in prima persona ma alcuni pezzi sono prodotti da altri importanti artisti come Dj Shablo e Dj Mike. Nel giugno 2009, il duo pubblica il secondo lavoro, un Ep di quattro tracce intitolato Siamesi Show Down. Nel novembre 2010, esce il secondo disco, intitolato La macchina del funk. L’album è anticipato dai singoli 1 giorno nuovo e La macchina del funk. È un lavoro dal gusto funk-soul, solare e intimo grazie alle produzione di Dj Skizzo. Tormento, diventato un ottimo soul singer, conferisce al disco un respiro e una musicalità di un livello decisamente superiore alla media, con un flow inconfondibile e di gran classe, mentre Esa è più diretto e semplice nel lato testuale rispetto al passato. L’album contiene le collaborazioni di Marya, Inoki e Dj 2p. Nel 2012 esce il singolo con video del pezzo Thank you, prodotto da Dj Skizo su campione di “Sunny” di Bobby Hebb.

Domenica 7 settembre, alle 21, in piazzetta Cattedrale, il fisarmonicista ostunese Vince Abbraciante si esibirà in un concerto dall’evocativo titolo: Nocturno. Il giovane musica incarna alla perfezione le tematiche del festival: ha suonato in tutti e 5 i continenti, emozionando e imponendosi all’attenzione di musicisti del calibro di Richard Galliano che di lui ha detto: «Chi più mi ha impressionato è un giovane italiano, originario della Puglia: si chiama Vincenzo Abbracciante. In ogni brano mi ha imbarcato in una storia e commosso».

La chiusura, domenica 7, alle 22.30, in piazzetta Cattedrale, sarà affidata alle note di Admir Shkurtaj. Dopo il seminale Mesimér del 2012, con cui ha esordito al piano solo, Admir Shkurtaj torna ad affrontare la musica di tradizione per il secondo atto di questo intrigante percorso e se il primo era concentrato sulla musica popolare del Salento, comunità che l’ha accolto e adottato, in Feksìn emerge anche la musica della sua prima terra, quella al di là del canale d’Otranto, l’Albania, in piena sintonia con la seconda edizione di Attraversamenti. Feksìn, in albanese, è il riflesso del sole che si specchia all’alba nei vetri delle case salentine e colpisce lo sguardo dei pastori albanesi sulle loro montagne. Un segno tangibile della vicinanza tra due mondi apparentemente così lontani. Un’eco di una meta molto agognata negli anni Novanta dai nostri vicini di mare.

Tante sono le colonne sonore di Attraversamenti ma tutte portano a un livello dell’ascolto che si fonde con la magia del contesto nel quale gli artisti si andranno a esibire. Se c’è un esempio che, meglio di ogni altro, può incarnare lo spirito di Attraversamenti senza l’uso di tante parole, questo è rappresentato dalla musica che accompagnerà tutto il festival: un linguaggio universale che si confonde, si mischia e si contamina. Un ponte, quel ponte che Attraversamenti vuol essere.

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