Un Alberto Angela in forma smagliante ha presentato ieri sera presso il Museo delle Civiltà Preclassiche ad Ostuni il suo ultimo libro, “I tre giorni di Pompei”, affascinando i grandi ma forse anche i piu giovani spettatori presenti La sala gremita di gente ha subìto in poco tempo un innalzamento della temperatura. Quando Alberto ha cominciato a parlare ha colto subito l’attenzione, con la sua dialettica e la sua ormai conosciuta gestualità. Nel suo libro presenta un lavoro portato avanti per vent’anni al fianco di antropologi, vulcanologi e altri esperti nello studio di quella che fu la vita degli abitanti di Pompei e dintorni negli ultimi giorni prima dell’esplosione dell’attuale Vesuvio (datata 79 D.C.). La narrazione riguardante la vita delle persone cadute in quella tragedia è resa ancora più affascinante grazie al fatto che si è basata su ciò che hanno lasciato i pochi sopravvissuti, che al momento sembrerebbero essere sette. Grazie alle indicazioni lasciate da queste, oltre alle ricerche sul campo, sono emersi fatti, situazioni e altre scoperte che hanno arricchito le conoscenze storiche relativamente a ciò che accadde prima, durante e dopo quel tragico evento, sfatando certe leggende spesso proposte nei film. Incroci di vite, sensazioni, situazioni che tutt’oggi potremmo dover affrontare, raccontate attraverso gli occhi di personaggi storici ben definiti.

I particolari nel Video Servizio di Angela Anglani