A Teatro Madre Festival arriva “Napucalisse”

Napucalisse Teatro Madre
Volantino Spazio Conad Mesagne

In arrivo al Parco di Santa Maria d’Agnano di Ostuni, la rivelazione dell’ultima stagione di Gomorra: in scena, venerdì 29 luglio, per Teatro Madre, l’attore, drammaturgo e regista teatrale, Mimmo Borrelli. A seguire, a Mezzanotte, il live di Nicola Lotto con il suo “Canto Nudo”

Lunga notte quella che aspetta di essere vissuta dal pubblico di Teatro Madre il prossimo venerdì 29 luglio. Due gli appuntamenti in programma: alle h. 21, l’ultimo capolavoro di Mimmo Borrelli, con le musiche dal vivo di Antonio della Ragione, “Napucalisse”; a seguire, a mezzanotte, il live del giovane e talentuoso cantautore padovano Nicola Lotto in “Il canto nudo”.

L’anfiteatro del Parco Archeologico di Santa Maria d’Agnano di Ostuni, gli ulivi secolari che lo circondano e il mare sullo sfondo, faranno da cornice a un monologo che scava nelle viscere di un’umanità dolente e arrabbiata, quella di Napoli, destinata a esplodere come il suo Vesuvio. In questo lavoro, emerge forte la visione politica di Borrelli su Napoli considerato il luogo ideale per perdere la speranza. E il Vesuvio, questo, sembra saperlo. È così che, nello spettacolo, alcuni dei suoi abitanti invocano le grazie delle sette madonne Vesuviane, messe a guardia del vulcano per placarlo, e si chiedono se sia giusto lasciar sopravvivere questa città o se sia più giusto che questa città compia il suo destino suicidandosi tra il fuoco e la lava. Napucalisse è un’invettiva con l’anima di una preghiera, un’invocazione del fuoco per bruciare di pietà e di speranza. Con l’innocenza di un fauno e la collera di una bestia, Borrelli incarna lingua e tumulto di una Napoli che si fa archetipo e pulsa dentro la terra: archeologia di memoria, futuro e sedimento di quell’antro ribollente che è il teatro. Non ci sono mezze misure per definire questo spettacolo: è un capolavoro.

Alle 23.55, sarà la volta del secondo appuntamento di Mezzanotte al Parco, la grande novità di questa edizione di Teatro Madre: Nicola Lotto, cantante e chitarrista, le cui radici affondano nel folk e nel cantautorato, soprattutto di matrice italiana, presenterà il suo ultimo lavoro discografico. “Il canto nudo” è il titolo del suo album d’esordio, in cui non mancano collaborazioni illustri, da Paolo Benvegnù a Olden, fino a Flavio Ferri. Quel piccolo anfiteatro di paglia, sotto un cielo ammantato di stelle, si riempirà delle sonorità di un disco che racconta della fragilità, fragilità intesa come caratteristica delle menti sensibili (anime e cuori sensibili). Fragilità spesso nascosta per paura oppure dissimulata con maschere di violenza e di arroganza. Fragilità derivante dalla consapevolezza di vivere un corpo fisico degradabile in un’epoca degradante. Fragilità disposta a cambiare segno una volta compresa, accolta e accettata, capace così di diventare una grande forza. Il canto nudo è il canto liberato, esposto, fragile, puro e sincero.