Francesco Gabbani
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Francesco Gabbani si racconta al TV Sorrisi e Canzoni in attesa dell’Eurovision Song Contest di sabato prossimo 13 maggio 2017.

L’ultima volta che abbiamo incontrato Francesco Gabbani era notte fonda. Aveva appena vinto il Festival di Sanremo e stava lasciando la nostra redazione con due bicchieri colmi nelle mani e un sorriso sul volto. «Ero felicissimo, ma se devo essere sincero il ricordo più forte che ho di quella notte è l’imbarazzo di stare accanto alla grande Fiorella Mannoia e tenere io il premio» ci svela Gabbani. Che è tornato a trovarci, tre mesi dopo, per parlare del suo nuovo album, «Magellano».

È cambiata molto la sua vita in questi tre mesi?
«Solo da un punto di vista pratico: sono sempre in giro. E se prendo un caffè all’autogrill mi fermo 20 minuti per fare foto e autografi. Per il resto, la mia percezione di me stesso non cambia. Ho avuto la fortuna di ottenere questa notorietà a 34 anni: la mia personalità ormai è formata. E continuo a essere quello che ero prima».

Il video di «Occidentali’s karma» su YouTube è stato visto 100 milioni di volte. Che effetto fa?
«Mi sorprende, e adesso cerco di analizzare scientificamente il perché. La formula magica non ha a che fare solo con la canzone ma con ciò che trasmette. Il fatto che sia così visto all’estero ne è la prova: non capiscono il senso del testo, ma arriva lo stesso la sua energia».

Ha visto che ci sono anche centinaia di parodie?
«Mi è piaciuta molto quella di Leonardo Fiaschi, che mi aveva già imitato a “Tale e quale show”. Però la migliore è quella di un coro di bambini svizzeri: ha già 10 milioni di visualizzazioni e credo che la cantino meglio di me (ride)».

A proposito, le fa piacere che il brano piaccia così tanto ai più piccoli?
«Non l’avrei mai detto, perché il testo è complesso. Però è una soddisfazione: i bambini hanno un approccio istintivo e senza preconcetti».

Perché ha scelto un navigatore del Cinquecento per il titolo dell’album?
«Magellano è l’emblema del viaggio e della scoperta. I brani parlano di svariati argomenti ma hanno un filo conduttore: la voglia di trovare un punto di vista diverso, per poi rivolgersi verso l’ignoto che è dentro di noi».

Lei che cosa ha scoperto di sé con questo album?
«Che ho ancora molta strada da fare per conoscermi sul serio. Ma le gratificazioni che ho ricevuto sono state una conferma: negli anni passati non ho buttato via il tempo e non mi sbagliavo quando credevo in questa mia strada».

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Uno dei brani è «Tra le granite e le granate». È la sua canzone per l’estate?
«Se la ascolti distrattamente sembra un classico brano estivo, ma il testo vuole raccontare chi rimane vittima della ricerca del divertimento a tutti i costi. E finisce per rovinarsi le vacanze».

Nel team che ha realizzato l’album c’è anche suo fratello Filippo.
«Lavorare insieme ha aiutato il nostro rapporto. E ci tengo a dire che non l’ho coinvolto perché è mio fratello, ma perché credo nel suo talento».

È più giovane di lei?
«Ha sette anni meno di me. E suonerà la batteria nel mio tour».

In «Pachidermi e pappagalli» si scaglia contro il complottismo del web.
«È drammatico che le persone diffondano notizie senza fondamento, per sentito dire, con questa semplicità. Nel pezzo ci scherzo sopra, ma mi auguro che il testo faccia anche riflettere».

Tra qualche giorno Gabbani volerà a Kiev, in Ucraina, per rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest nella finale del 13 maggio.

Fonte TV Sorrisi e Canzoni

 

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