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Il 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo, si è svolta a Milano la presentazione del volume autobiografico del dott. Pietro Lacorte “Sperare nel mezzogiorno” (Stilo Editrice).

Pietro LacorteSignificativa (e prestigiosa) la sede dell’evento: il salone dell’Associazione Regionale Pugliesi di Milano, ambasceria di Puglia nella metropoli lombarda, terra che ha accolto e ancora ospita tanti pugliesi che si sono fatti onore fuori dalle loro città di origine. Numerosi i soci presenti che hanno fatto corona all’illustre corregionale.

A presentare il volume un nutrito parterre: Agostino Picicco, responsabile culturale dell’Associazione, Franco Totaro, docente dell’Università di Macerata e amico dell’autore, Giovanni Bianchi già parlamentare e presidente nazionale delle ACLI, Lino Duilio, già parlamentare e presidente dell’Associazione PELIDE, Luciano Caimi presidente di “Città dell’uomo”; a leggere alcuni brani significati del volume il prof. Paolo Rausa.

Tante le chiavi di lettura indicate, le interpretazioni emerse, le suggestioni e gli spunti di riflessione.

E’ emersa la figura di “Pierino” Lacorte (come lo chiamano gli amici) nella sua saggezza e integrità. Gli episodi raccontati nel libro hanno consentito ai relatori di esaminare e illustrare in chiave storica e sociologia il vissuto dell’autore e il contesto valoriale dei decenni centrali del secolo scorso.

Il multiforme impegno di Lacorte in campo professionale-sanitario, sociale, amministrativo, ecclesiale è stato espresso sempre in spirito di servizio e di disinteresse, tanto che è stato definito “uomo dalle dimissioni facili”: quando si accorgeva che non c’erano più le condizioni per lavorare con serenità, si faceva da parte e trovava altri ambiti per continuare il suo servizio in modo discreto.

E’ stato anche definito un “lazzatiano di Puglia”, in omaggio al professore milanese Giuseppe Lazzati, rettore dell’Università Cattolica, personaggio di spicco del laicato cattolico italiano, per la sua testimonianza in campo sociale ed ecclesiale ai più alti livelli e incarichi di responsabilità.

I relatori hanno ripercorso quegli anni con uno sguardo particolare all’impegno politico dei cattolici e alle prospettive di oggi in particolare riguardo alla situazione legislativa.

Non è mancato chi ha fatto analogie fra il testo di Lacorte e la recente enciclica di papa Francesco “Laudato si’” evidenziando lo stile di sobrietà che ha caratterizzato la vita e le opere dell’autore.

Particolarmente sentito l’intervento finale dello stesso Pierino, che ha raccontato qualche aneddoto della sua vita dal quale far emergere spunti di riflessione e considerazioni molto argute e attuali.

Tanti gli amici presenti all’evento che dal nord Italia hanno raggiunto Lacorte a Milano per stringergli la mano, brindare con lui e dirgli la loro gratitudine e affetto.