Ostuni Santuario San Biagio
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Le tradizioni popolari ostunesi raccontate da Lorenzo Cirasino, San Biagio: ‘Lu lupe s’à fatte lu pagghjàre!’  Ovvero ‘Il lupo si è costruito il rifugio!’.

Il che significa che l’inverno non è finito e che per i prossimi 40 giorni continuerà a far sentire i suoi rigori. Questa previsione è frutto di una vecchia tradizione che racconta la storia di un lupo intento a costruirsi la propria tana.

Si dice che il lupo nei tre giorni precedenti San Biagio si metta al lavoro per realizzare il proprio rifugio: il primo giorno si dedica al taglio di rami e al loro accatastamento, il secondo al loro trasporto e il terzo alla realizzazione della tana.

Se porta a termine la propria opera, favorito da condizioni climatiche favorevoli, com’è successo quest’anno, il lupo vi si ripara in previsione di un inverno ancora duro; viceversa se le condizioni sono avverse, nel senso che piove o tira vento, il lupo sarà disturbato nella sua azione con la conseguenza che non potrà realizzare la propria tana restando libero di circolare segno che ormai non ha da temere più l’inverno.

Come per ‘i giorni della merla‘, anche per il lupo la leggenda, come si può notare, ha imbastito storie tra il reale e il surreale che da sempre hanno affascinato il popolo che ha dato credito per il verificarsi molto spesso delle previsioni.

Non a caso presso i ceti più popolari, nonostante ormai la diffusione del meteo che fa leva su modelli matematici avanzatissimi e su esperti navigati, questa storia conserva la sua attualità e diventa un tormentone che ci fa condividere con il lupo le sue ansie, sospesi tra il desiderio di veder vanificato la sua opera (che significa anticipare l’arrivo della primavera) o il presagio di un inverno ancora lungo in concomitanza con il bel tempo di questi giorni.

Mi piace riportare in conclusione l’inizio della poesia di Domenico Colucci dedicata al Mese di Febbraio che fa riferimento alla storia sopra raccontata:

“– De la sanda Cannelora

la vernata iesse fora –

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Ma ce lu lupe ha fatte lu pagghjare

E fasce a tiembe pe feccarse jinda

Allora pacienza,

attocca d’aspettaje:

la coda ì sembe logna da scurciaje”.

 

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