Il 28 dicembre alle ore 19:00 al Gran Caffè Tito Schipa di Ostuni

Sono passati 50 anni dalla scomparsa di uno degli artisti salentini che maggiormente ha reso lustro in tutto il mondo alla sua terra. Un cantante tenore apprezzato, tra i più rinomati nella storia della musica lirica.
Stiamo parlando di Raffaele Attilio Amedeo Schipa, in arte Tito Schipa. Un artista che a suo tempo venne definito “l’usignolo d’Italia”.
Tito Schipa fu uno dei più grandi tenori in tutta la storia del canto, un artista dalla personalità unica e pressochè inimitabile. Alcuni uomini arrivano oltre ciò che il destino sembra aver preparato per loro, Schipa appartiene alla schiera degli eletti.

Dal Salento profondo, bianco, incantato del primo ‘900 fino a raggiungere i grattacieli di New York City, per poi far ritorno nella sua Lecce, passando per Ostuni. Dove giunse per la prima volta nel lontano 1936 quando se ne innamorò. Fu così che il noto tenore leccese Tito Schipa iniziò a frequentare l’allora Caffè Lucia, stringendo una forte amicizia con la famiglia Specchia che all’epoca gestiva l’esercizio commerciale, tant’è che il nome dell’attività divenne Gran Caffè Tito Schipa.

E proprio, il 28 Dicembre prossimo alle ore 19:00, la splendida location che, ancora oggi, porta il suo nome con orgoglio, celebrerà, il cinquantenario della morte del Grande Tenore, celebrando anche un’altra data, infatti, il 27 Dicembre 1888 nasceva a Lecce Tito Schipa. Al Tenore, sarà dedicato un omaggio fatto di letture, testimonianze e ascolti, un viaggio immaginario tra aneddoti, arie celebri e l’amore del pubblico unito al racconto dei viaggi fisici oltre oceano, in giro per il mondo, senza mai perdere il contatto con le radici. Il racconto della vita straordinaria del Tenore, sarà affidata al talento dell’autore, attore e regista teatrale, l’ostunese Vittorio Continelli. Continelli, si forma presso il Centro Teatro Ateneo dell’Università degli Studi Roma La Sapienza con Cathy Marchand (Living Theatre), Franca Angelini e altri. Collabora negli anni con la compagnia Teatro Minimo di Andria, con il Teatro dei Venti di Modena, con la compagnia Skintrade di Roma, con Microscopia Teatro (Barcelona/Ciudad de Mexico), con il collettivo PutaTeatro. Attualmente impegnato nei progetti di racconto discorso sul Mito e Orlando furioso a puntate.

È stato come ritrovarsi in un immenso teatro, dopo l’ultimo atto, per riascoltare l’intraducibile pausa di musicalità che lasciano le grandi voci e le grandi orchestre nella platea ormai vuota. In Piazza sant’Oronzo ci saranno state, in quel momento, dieci, forse quindicimila persone. Ma “quella” voce ha cancellato ogni dimensione, riproponendo emozioni perdute: è sembrato che fosse tornato…”
D. Faivre, 3 gennaio 1966, Lecce.

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