ostuni da gustare
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Grande successo per la tre giorni dedicata al Gusto…

Oltre 15mila visitatori, cinquanta espositori provenienti da tutta la Puglia ma anche dalla Basilicata e dalla Campania, tre folk band, due convegni e tantissimo gusto. Sono questi i numeri nel bilancio della quarta edizione di “Ostuni da gustare”, la festa della biodiversità e del cibo buono, giusto e pulito che per tre giorni dal 21 al 23 agosto ha animato viale Oronzo Quaranta.

Obiettivo messo a segno per la condotta Slow Food Piana degli Ulivi, che ha firmato l’evento in collaborazione con il Gal Alto Salento e il patrocinio del Comune della Città bianca. Tre giorni di degustazioni, dibattiti, proiezioni in celluloide e laboratori per i più piccoli costruiti intorno ad un unico mood: il cibo come piacere che nutre, ma solo connettendo le sinapsi al palato.

Non solo delizie made in Puglia, ma anche bocconi di gusto in arrivo da Campania e Lucania. Dal beneventano, ad esempio, le antichissime farine molite a pietra con le quali è stato impastato il pane, con procedimenti sottratti all’oblio grazie al paziente lavoro di recupero dei fornai affiancati e sostenuti dalla Chiocciolina. Schiettamente pugliesi invece i calzoni farciti di cipolla rossa di Acquaviva, una delle eccellenze presidiate da Slow food e imbarcate nell’Arca del gusto. E ancora gli ortaggi a chilometro zero, il caffè torrefatto nella Città Bianca, un vasto campionario di sapori selezionati con cura, con riguardo al lavoro dei piccoli produttori e al riscatto delle semenze a rischio estinzione.

«Il Gruppo di azione locale ha scelto quest’anno di sostenere quattro eventi sui territori di Ostuni, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni e Ceglie Messapica che hanno un senso, letteralmente, comune: il gusto. Abbiamo così voluto raccordarci al grande tema dell’Expo, nutrire il pianeta, guardando al cibo come medium di scelte assai più complesse capaci di condizionare la vita dei singoli e la traiettoria evolutiva del pianeta», spiega Domenico Tanzarella, presidente del Gal.

Un boccone di gusto anche per i più piccoli che hanno messo le mani in pasta costruendo con le materie prime recuperate in dispensa – perchè il cibo non si butta! – i loro giochi da mangiare. Un’atmosfera di festa collettiva, corale, culminata ogni sera come nei rituali della terra celebrati dai contadini a fine raccolto, con i ritmi popolari di Terraross, Ztl e Olivoil Jazz Band, che hanno fatto danzare le migliaia di persone presenti fino e oltre la mezzanotte.

«Abbiamo centrato appieno l’obiettivo che ci eravamo prefissati”, dichiara Francesco Ghionda, fiduciario della condotta Slow Food Piana degli Ulivi, “almeno a giudicare dalla massiccia partecipazione e l’interesse mostrato dal pubblico per i prodotti e le attività proposte, oltre alla soddisfazione degli espositori. Naturalmente…». Naturalmente? «Appuntamento all’anno prossimo».