Colacicco Menna
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“Catullo e Lesbia”-Canto d’amore” (Armando editore)è il libro della prof. Maria Colacicco Menna che questa sera alle 21 sarà presentato nel Chiostro di Palazzo San Francesco. L’incontro, a cura dell’assessorato alla cultura ,sarà moderato dal giornalista Nando Sallustio mentre Giorgio Specchia leggerà alcuni stralci del libro. L’opera recupera in un impianto unitario la storia d’amore di Catullo e Lesbia, svincolandola dai luoghi comuni, sia pure autorevoli, che ne compromettono la freschezza e l’autenticità. La storia è narrata a due voci, quella di un io narrante esterno e quella dello stesso Catullo, attraverso i suoi carmi, secondo una cronologia che va dall’infatuazione all’innamoramento, alla passione, alla crisi, alla fine. La prosa e la poesia si snodano in chiave moderna come perennemente moderno ed attuale è il sentimento dell’amore. Lui, giovane di buona famiglia della provincia veronese, lei, romana di nobile casata, sposata, con il fratello in odore di arresti domiciliari. Grande palcoscenico è Roma, i suoi salotti, con artisti e poeti a spasso per le strade, una città ricca di intrighi anche amorosi. Non è un fatto di cronaca né la sceneggiatura di una fiction, è solo l’avvincente filo conduttore di Catullo e Lesbia, nuovo libro di Maria Colacicco Menna che dopo Oltre per amore, ordina e poetizza i carmi – seguendo Catullo passo per passo – per ricostruire fedelmente una storia di passione, odio e alla fine separazione. Se “Odi et amo” ha fatto brillare gli occhi di molte ragazze suscitando il turbinio di globuli rossi nei compagni, questa originale rivisitazione del mondo antico aiuta a capire che sentimenti e risentimenti, in amore, sono sempre uguali, nei secoli passati, nei presenti e lo saranno in quelli futuri. Una narrazione avvincente per chi, attraverso la poesia di Catullo e quella di Maria Colacicco Menna, intendono rivisitare i sentimenti non solo su un social network e brevi messaggini. I primi messaggini – poetici – forse li ha inviati proprio Catullo a Lesbia, ai suoi amici e a se stesso. I suoi carmi sono lunghi e brevi, incisivi e ritmati con estrema finezza, attraenti per ogni lettore in genere. Stessa intensità e ritmo la si trova nella traduzione poetica di Maria Colacicco Menna, che ha impiegato tempo, sentimenti e attenzione, nulla togliendo a Catullo ma dando alla narrazione sensazioni attuali che sanno però mantenere il ritmo antico. Lesbia non è solo donna/fanciulla che si dispiace della morte di un uccellino ma è la donna/amante, che – probabilmente – cerca solo distrazioni in Catullo, ragazzo della provincia veronese a Roma. Alla fine di questa storia, un po’ alla Lelouch, un uomo e una donna si incontrano per percorrere strade divergenti . L’amore – afferma Catullo nei versi in metrica latina e in quelli di forte intensità di Maria Colacicco Menna – è morto, per sua colpa, come un fiore/fragile fiore ai margini del prato/toccato dall’aratro che va oltre”. – E Cosimo Faggiano nell’introduzione al libro aggiunge : ”Lesbia, in sintesi, amò Catullo come donna totalmente libera, apparendo agli occhi del poeta spergiura e crudele ma rivelando una specifica umanità che merita nuova considerazione.” Catullo e Lesbia è libro per tutte le stagioni, non solo per quelle del calendario ma, in modo particolare, per tutte quelle che caratterizzano fortemente e da sempre ogni età e sesso. La professoressa Maria Colacicco Menna è nata ad Amorosi(Benevento).Laureata in lettere la prof.ssa Colacicco ha insegnato nella scuola media inferiore e nei licei classico e scientifico. 

Angela Anglani