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La libreria “La Bottega del libro ”e il Presidio del Libro di Ostuni, in collaborazione con Unitre, presentano questa sera alle ore 19.30 presso “ Controcorrente “in via Vittorio Emanuele, 37, a Ostuni il libro “Racconti in punta di cravatta” di Vincenzo Sardiello. A dialogare con l’autore sarà la responsabile del Presidio del libro prof.Paola Cirasino.  Vincenzo Sardiello,  sociologo ed esperto d’arte, cura mostre artistiche e si occupa della regia di spettacoli teatrali. “Racconti in punta di cravatta” è il suo debutto letterario. “Racconti in punta di cravatta” narra frammenti di vite che si svolgono in città ormai divenute scenari apocalittici, in un mondo caotico e sfuggente dove la realtà ha assunto le sembianze di un incubo. I personaggi sono quasi tutti dei vinti esistenziali: prigionieri delle loro ipocrisie e della loro solitudine, pongono il proprio io al centro dell’universo scoprendo, quasi per caso, che esistono anche gli altri. Il libro, con illustrazione di copertina a cura dell’artista Luigi Lerna, contiene diciannove racconti e due commedie. Nella prefazione scrive Paolo Cardoso,  professore dell’Università di Firenze e psicoterapeuta di chiara fama: «… molti autori hanno scritto romanzi, racconti, opere di teatro dove hanno delineato il malessere e gli stati d’animo della propria epoca. Ebbene, anche Vincenzo Sardiello lo fa. E lo fa in modo perfetto, dal punto di vista letterario e del coinvolgimento del lettore. Ha poi una qualità che è davvero rara, oggi che tutti si sentono scrittori e artisti: è un autore non banale. Ed essere “non banali”, è davvero difficile. Ha saputo delineare dei personaggi che riescono a esprimere il disagio, la solitudine e l’isolamento che regnano oggi sovrani. È riuscito a far emergere la difficoltà che moltissimi hanno, non solo per esprimere i loro veri sentimenti, ma ancor prima di riconoscerli». E aggiunge: «Sardiello è un autore colto che nello scrivere cerca di essere se stesso. Leggendolo mi veniva in mente Pennac e lì per lì non capivo perché. Poi invece ho compreso che entrambi questi scrittori hanno lo stesso modo di stupire, di capovolgere le nostre aspettative di lettori, di incuriosirci e di farci riflettere».

Angela Anglani

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