Gli agenti del Commissariato di Ostuni, guidati dal Vice Questore, il dottor Francesco Angiuli, grazie ad alcune segnalazioni di cittadini e, in seguito a numerosi appostamenti, sono riusciti a porre fine all’attività illecita portata avanti da quello che si era strutturato nel tempo come un vero e proprio giro di prostituzione.

La svolta si è avuta nella serata di ieri, quando gli agenti hanno individuato e bloccato una cittadina rumena (R.C.A. le sue iniziali), 46enne, residente a Ostuni, ritenuta responsabile di alcuni furti di rilevante entità perpetrati ai danni di vari anziani. Secondo la ricostruzione effettuata dagli uomini del Commissariato, dopo alcune settimane di indagini, la donna, grazie alla sua avvenenza, adescava anziani soli in villa per poi intrattenersi con gli stessi in luoghi appartati, in particolare, nei bagni pubblici del parco comunale, dove, approfittando del coinvolgimento emotivo delle vittime, riusciva a derubarli, “sfilandoli” di nascosto il portafoglio o arrivando addirittura a slacciarli collanine o bracciali. In qualche caso, sempre secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna portava le sue “vittime” a casa sua.

Un’attività che – è emerso dalle indagini – veniva regolarmente svolta anche da altre donne extracomunitarie soprattutto all’interno della villa comunale. Una volta individuata e portata in Questura, la 46enne rumena, già con precedenti per furto ha confessato ammettendo le sue responsabilità, così come dopo prevedibili resistenze, anche molti anzini finiti nella rete delle prostitute avrebbero confessato di essersi intrattenuti con le donne e di essere stati derubati.

Grazie alla grande mole di elementi, i poliziotti sono riusciti persino a recuperare numerosi oggetti in oro (prevalentemente collanine, crocefissi, monili di vario genere) che la donna aveva già venduto “fuori piazza”, ossia a debita distanza dalla città di Ostuni, in un grande negozio “compro-oro” di Fasano. Anche in tal caso, sono in corso ulteriori accertamenti anche sulle persone che si erano adoperate per accompagnare la prostituta per la monetizzazione della refurtiva. Sono quindi stati sottoposti ad acquisizione i relativi registri dell’attività. Nel contempo, vistasi totalmente smascherata, all’evidente scopo di alleggerire la sua posizione processuale la donna avrebbe già consegnato in Commissariato il denaro per circa 1000 euro, in contanti, già destinato ad essere restituito agli aventi diritto.

Le indagini – affermano dal Commissariato – non sono ancora concluse, poiché sono al vaglio intanto altre posizioni di connazionali della prostituta rumena così come sono in corso accertamenti per identificare altri anziani cui sono stati sottratti oggetti in oro rinvenuti nel negozio “compro-oro”, in Fasano, ad oggi privi di proprietario. Nei prossimi giorni saranno sentiti altri anziani sospettati di aver fruito dei “favori” dell’indagata e di altre sue “colleghe” e numerosi testimoni, indubbiamente in grado di circostanziare l’illecita attività scoperta. R.C.A., è stata denunciata in stato di libertà perché ritenuta responsabile di furti pluriaggravati (artt. 624-625 c.p.), col vincolo della continuazione.

Non si escludono altre imputazioni. Le indagini sono state coordinate dal dott. Francesco Angiuli che ha seguito tutte le varie fasi investigative insieme al dott. Pierpaolo Montinaro, P.M. presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Brindisi (che ha già convalidato gli atti di P.G. ed i sequestri).