Tradotta in carcere, deve scontare 7 anni di reclusione

Nella giornata di ieri, personale del Commissariato di P.S. di Ostuni, diretto dal Commissario Capo Gianni Albano, traeva in arresto una donna residente in Ostuni ma nativa di Bari, su ordine di esecuzione pena emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d ‘Appello di Bari con condanna ad anni 13, mesi 6 e giorni 21 di reclusione carceraria perché giudicata colpevole dell’omicidio del marito.

foto_BONGALLINO R. classe 65L’arrestata compiutamente identificata in BONGALLINO Rosalba, nata a Bari il 18.01.1965, dopo le formalità di rito, è stata tradotta dagli Agenti del Commissariato della Città Bianca, presso la Casa Circondariale di Lecce, a disposizione della competente Autorità giudiziaria.

La donna si rese protagonista nel 1998 dell’omicidio del marito, Beniamino De Meo, all’epoca dei fatti, 36enne che, stando a quanto riferito dall’arrestata in sede d’arresto, l’avrebbe oppressa per più di 18 anni costringendola a subire diverse forme di violenza all’interno delle mura domestiche.

Proprio al culmine della sopportazione delle vessazioni subite dalla BONGALLINO e dalle figlie, la stessa decise di neutralizzare il marito, con la complicità della madre e della figlia più grande. Così fu camuffata nel cibo, una potente dose di sonnifero e, una volta fatto addormentare profondamente il marito, questi fu strangolato nel sonno dall’arrestata che gli strinse un cappio intorno al collo, facendosi aiutare dalla figlia maggiore, sino ad ucciderlo.

Il corpo esanime dell’uomo fu trasportato e bruciato in un casolare ad Acquaviva delle Fonti, adibito a deposito di attrezzi agricoli.

A distanza di un anno dall’omicidio la BONGALLINO ammise le sue colpe e, dopo la celebrazione del processo, fu condannata alla pena di anni 13, mesi 6 e giorni 21 di carcere.

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Nel 2014 l’arrestata ottenne dal Tribunale di Sorveglianza di Lecce l’ammissione alla misura della detenzione domiciliare al fine di potersi occupare della figlia minorenne, nata dalla convivenza col nuovo compagno, nativo del foggiano, ma residente in Ostuni.

Il beneficio prevedeva che al compimento del decimo anno di età della bambina, la BONGALLINO sarebbe dovuta ritornare in carcere per ivi scontare il residuo di pena sino all’anno 2023.

Pertanto nella giornata di ieri, costituente termine finale di scadenza della durata del periodo di ammissione al beneficio di legge della detenzione domiciliare, la donna è stata prelevata dagli operatori del Commissariato ostunese che la traducevano in ufficio per le dovute formalità.

La stessa, all’esito delle incombenze di rito, veniva tradotta presso il carcere di Lecce per ivi rimanervi a disposizione dell’Autoritá giudiziaria.

L’arresto odierno si inserisce nell’ambito delle direttive fornite dal Questore di Brindisi, Dott. Roberto Gentile, circa l’attenta attività di controllo del territorio di competenza, anche e soprattutto in riferimento alla scrupolosa verifica delle prescrizioni imposte ai soggetti sottoposti a misure alternative alla detenzione carceraria, la cui ‘storia ed evoluzione’ giudiziaria va monitorata quotidianamente con scrupolosa attenzione onde evitare che quanto imposto dal giudice possa essere disatteso.

Tanto, al fine di evitare che soggetti temporaneamente ammessi a benefici di legge, come l odierna arrestata, possano abusarne, così aggirando le volontà giudiziali la cui integrità va garantita attraverso il rigore e la precisione dei controlli da parte degli organi preposti della Polizia di Stato.

Comunicato Stampa Commissariato di Ostuni