Fotovoltaici ‘made in China’, sequestrato impianto a Ostuni. Indagine della Gdf

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Volantino Spazio Conad Mesagne

Tre ordinanze di custodia cautelare, sequestro preventivo di beni mobili e immobili a otto persone, per 37 milioni, equivalente della somma della truffa ipotizzata ai danni del Gestore Servizi Energetici (Gse spa) societa’partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze.

Questi gli sviluppi di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza, nata in seguito di un controllo fiscale nei confronti della Kerself S.p.A., una società reggiana, capofila di un gruppo leader nel settore della realizzazione di impianti fotovoltaici, rilevata dal gruppo svizzero Avelar Energy Ltd riconducibile al colosso russo Renova del magnate Viktor Vekselberg.

In base agli accertamenti Avelar Energy ltd, presieduta da un imprenditore russo che controllerebbe direttamente e indirettamente 16 società italiane proprietarie di numerosi impianti fotovoltaici, attivati in varie zone della nostra regione, tra cui anche Ostuni, dove un impianto è stato posto sotto sequestro. Secondo le fiamme gialle alcune di queste società avrebbero beneficiato indebitamente, tra la fine del 2010 e l’aprile del 2013, di ingenti contributi in conto energia erogati nel settore del fotovoltaico da Gse.

Queste societa’ partecipate dalla svizzera Avelar, sarebbero state utilizzate – questo si evince dai verbali dei finanzieri – per realizzare impianti fotovoltaici violando (e’ l’ipotesi di reato) le norme vigenti: avrebbero usato pannelli solari di origine cinese facendoli passare, attraverso falsa documentazione, come originari dell’Unione Europea, provenienti dalla Polonia (dalla societa’ Revolution 6), e poi comunicando a Gse l’avvenuto completamento degli stessi impianti prima ancora della loro attivazione, traendo così in inganno la societa’ tedesca di certificazione Tuv Intercert Gmbh.