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Ancora una volta saranno i più piccoli a pagare, nei giorni scorsi è stata danneggiata l’altalena per i bambini diversamente abili nella villetta di Padre Pio.

Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo dell’assocazione “Il ricordo in un sorriso”.

“Per educare un bambino ci vuole un villaggio” E’ questo il primo pensiero che mi è venuto in mente di fronte all’immagine della giostra donata dalla nostra Associazione “Il ricordo in un sorriso”, acquistata grazie al contributo di tanti concittadini e che negli ultimi giorni è stata oggetto di atti vandalici. Non si tratta di una giostra distrutta o almeno non solo. Mi ha fatto tornare in mente un episodio risalente a non molto tempo fa. Ero in villa comunale con le mie bambine e non poco distante da me un gruppo di ragazzini accerchiava un ragazzo, solo ed inerme.

L’avrebbero picchiato nell’indifferenza di tutti coloro che erano lì attorno e guardavano. Semplicemente guardavano. Non era affare di nessuno, in quel momento quel ragazzino era figlio di nessuno. Il senso civico mi ha portato ad intervenire, se fosse stato mio figlio avrei voluto che qualcuno lo avesse fatto, avrei voluto che in quel momento fosse figlio di tutti.

L’ho portato via, ho cercato di rassicurarlo e metterlo al sicuro da una situazione molto pericolosa. L’ho portato a prendere un gelato e ho aspettato che chiamasse i suoi genitori. Questo non fa di me una super eroina. Questo si chiama semplicemente senso civico. Significa essere capaci di andare oltre i propri interessi ed aprire lo sguardo ad una società educante. E’ facile demandare l’educazione dei nostri figli alla scuola o ad altre istituzioni.

Il concetto di società educante va ben oltre, ognuno di noi ha il dovere morale di contribuire attivamente al benessere e alla crescita di bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Volgere lo sguardo altrove è un atto omertoso, figlio di una società individualista, nella quale ognuno pensa al proprio benessere, ai propri interessi, al proprio orticello. E mi sento di scomodare il caro vecchio Platone il quale, parlando di educazione, introdusse il termine “ panthaku” che significa semplicemente “dappertutto”, lo stesso dappertutto che può educare o diseducare, costruire o distruggere: dipende tutto da che parte si sceglie di stare all’interno di una comunità, in quanto attori.

Non si tratta semplicemente di una giostra rotta, non solamente. La nostra Associazione denuncia un fatto che va ben oltre: l’indifferenza. E il deterrente non possono e non devono essere delle telecamere di videosorveglianza. Basterebbe semplicemente che ognuno di noi riscoprisse un po’ di senso civico, tanto basterebbe per gettare le fondamenta per la costruzione di una società educante.

Non c’è nulla di più sbagliato che viversi come isole, la comunità educativa ed educante va ben oltre: dobbiamo sforzarci di andare alla riscoperta del pubblico, partecipare attivamente alla collettività, vivere la città con responsabilità. Con o senza telecamere di videosorveglianza. Basterebbe un po’ di senso civico.