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E’ stata colpita da una interdittiva antimafia la società che si è occupata della gestione dei parcheggi comunali a Santa Lucia, marina di Ostuni.

E nel mirino degli investigatori, che hanno relazionato al prefetto di Lecce, ci è finito il bando pubblico da 500 euro dell’ente municipale, lo apprendiamo dal Nuovo Quotidiano di Puglia.

Si parla della “Pkt Srls” con sede a Campi Salentina, oggetto di approfondimenti investigativi della questura di Brindisi che ha trasmesso una informativa alla prefettura salentina, guidata da Maria Rosa Trio, competente per territorio.

La società risulta amministrata da un ostunese, Giovannni Taliente. Il capitale sociale della stessa è ripartito in due quote nominali di 250 euro: una di Gregorio Pellicano, di Campi, e l’altra di un altro ostunese, Cataldo Tanzarella Tanzarella.

Secondo la prefettura di Lecce “sono emersi evidenti elementi indiziari del pericolo di infiltrazione mafiosa” nella società.
Ecco le ragioni. Di Taliente sono elencati diversi precedenti. E’ riportato che risultano pendenti due processi: uno per percosse e minacce, l’altro per furto.
Ne viene evidenziato tra l’altro il legame con alcuni personaggi noti alle forze dell’ordine e la condanna in primo grado, poi cassata dalla prescrizione, per aver partecipato a un giro di aste giudiziarie manipolate.

Si passa poi a Cataldo Tanzarella Tanzarella per cui vi sarebbero, sempre secondo la prefettura “situazioni pregiudizievoli, sia per i suoi precedenti penali, che per i suoi legami di parentela e frequentazioni”.

Anche in questo caso vengono citati specifici procedimenti penali. Si passa poi ad analizzare l’attività di impresa della Pkt Srls.
“L’informativa della questura – è precisata – ha disvelato aspetti di rilevante interesse investigativo ai fini dell’accertamento del pericolo di infiltrazione mafiosa, anche in relazione all’aggiudicazione del servizio di gestione dei parcheggi in zona Santa Lucia di Ostuni”. E più precisamente “in relazione alle modalità con la società in questione si è aggiudicata tale servizio particolarmente redditizio nei periodi estivi”.

In particolare: “Il valore assegnato al bando di gara per il servizio di gestione dei parcheggi è di soli 500 euro, soglia che, secondo la normativa vigente, non obbliga la stazione appaltante (in questo caso il Comune di Ostuni, ndr) a richiedere la certificazione antimafia”.

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Si tratterebbe di un “valore irrisorio” assegnato al bando, a fronte di un reale guadagno per la società “di circa 60mila euro”, calcolando la richiesta di 4 euro per ogni autovettura che accede ai numerosi lidi della zona. Tutto ciò, scrive il prefetto di Lecce, “appare un malcelato tentativo di eludere, in modo fraudolento, la normativa antimafia”.

“Gli accertamenti svolti dalle forze di polizia – è specificato – hanno infatti rilevato l’evidente incongruenza nel rapporto tra la soglia assegnata al bando e il reale guadagno dato dalla gestione del servizio”. Già alla data di redazione de capitolato, infatti, sarebbe stato possibile prevedere il ricavo netto “considerando – è riportato – che la capienza massima del parcheggio è di circa 140 posti auto”.

Infine il collegamento con la politica: “Sempre in relazione all’aggiudicazione del servizio, l’informativa della questura di Brindisi ha rilevato come fra i consiglieri del Consiglio comunale di Ostuni dal luglio del 2019, ci sia anche Francesco Beato”, già citato nei passaggi precedenti per precedenti per ricettazione e violazione della normativa sulle armi, imparentato con un’altra persona all’epoca pure coinvolta nella questione “aste giudiziarie”.

Da qui l’interdittiva per la società “per la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionarne le scelte e gli indirizzi di impresa”.

Giovedì prossimo il sindaco di Ostuni Guglielmo Cavallo, su questa vicenda, incontrerà il Prefetto di Brindisi Carolina Bellantoni. Contestualmente i legali dell’azienda hanno già annunciato che presenteranno ricorso al Tar contro il provvedimento della Prefettura di Lecce

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