Brindisi il palazzo della procura e quello del tribunale
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Scarcerato dal tribunale di Brindisi uno dei due arrestati per droga nei primi giorni di marzo

In data 05.03.2020 personale del Commissariato di P.S. di Ostuni sottoponeva a controllo e perquisizione R.C. di anni 36 e M.M. di anni 47, rispettivamente il primo alla guida e la seconda trasportata sul sedile anteriore di una utilitaria. All’esito della perquisizione veniva rinvenuto, ben occultato nel vano ove era allocato il ruotino di scorta, un involucro contenente sostanza stupefacente di tipo cocaina del peso di circa 150 gr.

La perquisizione veniva estesa alle abitazioni dei due fermati e in casa di M.M. venivano rinvenuti e sequestrati due bilancini, manoscritti e appunti con cifre e nomi, nastro isolante e altro materiale ritenuto utile per il taglio ed il confezionamento in dosi della sostanza stupefacente. I due venivano arrestati nella flagranza di reato con l’accusa di detenzione in concorso di sostanza stupefacente destinata allo spaccio. In data 06 Marzo 2020 si svolgeva l’udienza di convalida degli arresti ed il Giudice per Le Indagini Preliminari, in accoglimento della richiesta del Pubblico Ministero, convalidava l’arresto e ritenendo la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico di entrambi, applicava loro la misura della custodia cautelare degli arresti domiciliari.

A carico del C.R. il Giudice aveva ravvisato indizi di colpevolezza anche dalle dichiarazioni, ritenute inverosimili, da lui rilasciate in sede di interrogatorio di garanzia. C.R. impugnava l’ordinanza e proponeva ricorso, col proprio difensore Avv. Giovanni Zaccaria dinnanzi al Tribunale del Riesame di Lecce, sostenendo di essersi limitato a guidare l’auto nella quale si trovava occultato lo stupefacente, che non era di sua proprietà, ma era stata noleggiata qualche giorno prima dalla M.M.. Inoltre, rilevava che dalle risultanze delle perquisizioni a suo carico, personale e domiciliare, conclusesi con esito negativo, non si poteva ricavare alcun indizio di grave colpevolezza tale da giustificare il suo arresto e l’applicazione della misura cautelare restrittiva della libertà personale.

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Il Tribunale del Riesame, presieduto dal Giudice Dr. Cazzella con Giudice Relatore Dr.ssa Maria Pia Verderosa ha accolto il ricorso promosso dall’difensore dell’Avv. Giovanni Zaccaria, osservando che non è possibile desumere la consapevolezza che nell’auto condotta, noleggiata dalla M.M., vi fosse occultata sostanza stupefacente dalle sue dichiarazioni apparse inverosimili, anche perché come noto, l’indagato ha il diritto di mentire; nè è possibile ricavare dall’esito negativo delle perquisizioni a carico dell’arrestato che questi abbia volontariamente concorso al trasporto e alla detenzione della droga. Per queste ragioni, il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso e annullato la misura cautelare applicata, ordinando l’immediata scarcerazione del solo R.C.

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