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I bustoni neri ammassati. Abbandonati volontariamente. Scene identiche ritrovate e fotografate dai residenti delle contrade di Ostuni, in punti diversi.

Sono le aree, lontane dal centro urbano oltre 1,5 chilometri, che dal 10 febbraio scorso non ricevono più il servizio porta a porta. Qui la raccolta non avviene più come nel recente passato: ora gli abitanti sono obbligati a conferire nelle stazioni mobili, che secondo un calendario, sono posizionate, tutti i giorni in aree periferiche.

E così situazioni di degrado, per gli abbandoni indiscriminati sono stati denunciati in contrada Donnagnora, tra le provinciali per Carovigno e San Michele Salentino, ma anche in contrada Le Camere, lungo la via per Martina Franca. Nelle aree più interne della Valle D’Itria, ai confini con Cisternino alcuni proprietari di abitazioni non residenziali hanno denunciato anche la circostanza, che delle famiglie, in assenza del “porta a porta” stanno bruciando i rifiuti, non solo carta e cartoni, ma anche la plastica nei propri terreni. Situazioni che al momento non trovano riscontri ufficiali, però, con denunce alle forze dell’ordine. Restano, però, i fotogrammi delle buste abbandonate, colme dei rifiuti, davanti ai cancelli in qualche villetta disabitata, o ai cigli delle strade di campagna tra i muretti a secco. «Ogni cambio di servizio produce degli inconvenienti. Non ci sono grandi depositi di rifiuti in tutto il territorio.

L’abbandono è un malcostume che già si verificava, con il “porta a porta”: la gente continua a reiterare questo comportamento. Noi risponderemo con maggiori controlli- spiega l’assessore all’ambiente Paolo Pinna- anche attraverso servizi in borghese da parte dei vigili e l’implementazione delle foto trappole».

L’azienda appaltatrice del servizio raccolta rifiuti di Ostuni, intanto, ha provveduto nelle ultime ore nella bonifica delle aree interessate agli abbandoni. «Voglio sottolineare che la situazione in generale non è così negativa come qualcuno ipotizzava alla vigilia dell’attivazione del servizio. Le Cam Mobili stanno funzionando bene, anche nella separazione dei rifiuti. Intanto- continua Pinna- stiamo proseguendo per la pianificazione delle isole fisse a Galante e Mezzoprete». Questa soluzione darà la possibilità di conferire i rifiuti, in strutture video sorvegliate ed in orari più ampi rispetto alla presenza attuale delle Cam.

Intanto anche nell’isola ecologica di contrada S. Caterina sono stati disposte alcune modifiche . «La gente giungeva nel centro pensando di lasciare rifiuti in maniera spesso non conforme al regolamento. Abbiamo predisposto, così, delle verifiche all’ingresso- spiega l’assessore all’ambiente- per accertare come avviene il conferimento. Inviterei chiunque ora ad andare a vedere ora come è diventato il centro comunale di raccolta: ordinato e pulito». L’amministrazione, intanto, su quello che sarà il futuro delle strutture fisse di stoccaggio e deposito rifiuto è in attesa della valutazione del progetto per la nuova isola ecologica nella zona industriale, in un immobile di proprietà comunale, confiscato alla criminalità, candidato ad un finanziamento regionale. «Il bando scade il prossimo 28 febbraio. Speriamo- conclude Paolo Pinna- già nella prima decade di marzo di avere buone notizie in merito al nostro progetto».