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A seguito dell’interrogatorio odierno, l’imprenditore ostunese torna in libertà

Torna in libertà Francesco Semerano. In un drammatico interrogatorio, interrotto più volte dalla commozione, l’imprenditore 56enne di Ostuni ha ricostruito al gip del tribunale di Brindisi, Maurizio Saso, il tragico incidente in cui ha perso la vita la moglie, la 46enne Giovanna De Pasquale, uccisa da un colpo partito accidentalmente da una pistola calibro nove  (legalmente detenuta) impugnata dallo stesso Semerano.

L’indagato, difeso dall’avvocato Antonio Napoli, ha risposto alle domande del giudice, confermando la dinamica dei fatti già ricostruita dai poliziotti del commissariato della Città Bianca e della Squadra Mobile di Brindisi. La tragedia si è verificata nella serata di giovedì (9 gennaio) nell’abitazione della famiglia Semerano, una villetta situata in contrada Malandrino, nelle campagne di Ostuni, nei pressi della strada per Villanova.

La coppia stava cenando in compagnia di una decina di persone fra parenti e amici. Intorno alla tavolata c’erano anche tre minorenni, compreso uno dei quattro figli dei coniugi. Semerano, nel momento più difficile dell’interrogatorio, ha riferito al giudice di aver preso la pistola calibro 9, legalmente detenuta, per mostrarla ai commensali. Il 56enne, titolare di una ditta, aveva estratto il caricatore, senza rendersi conto che era rimasto un colpo in canna.

Quel proiettile, in una frazione di secondo, perfora la mano sinistra di Semerano, trapassa il braccio destro della moglie, seduta alla sinistra del marito, e si conficca nel torace della 46enne. Per la De Pasquale non c’è nulla da fare. La donna muore davanti agli occhi di parenti e amici, nonostante i disperati tentativi di rianimazione praticati dai soccorritori, immediatamente allertati tramite il 118.

Semerano, in stato di shock, viene trasportato presso l’ospedale di Ostuni, dove gli viene medicata la ferita alla mano. Da lì, di concerto con il pm di turno del tribunale di Brindisi, Giovanni Marino, viene trasferito presso la casa circondariale del capoluogo. Nella tarda mattinata odierna, subito dopo l’interrogatorio, il gip ha convalidato l’arresto e contestualmente, ritenendo che non vi fossero i presupposti per le esigenze cautelari, ha disposto la scarcerazione di Semerano. Restano a suo carico le accuse di omicidio colposo, inosservanza delle prescrizioni derivanti dalla custodia e diligenza della pistola legalmente detenuta e dell’illecita detenzione di 48 cartucce, trovate nella camera da letto, riconducibili a un’arma diversa da quella legalmente detenuta. La salma della vittima è ancora a disposizione del magistrato, in attesa del conferimento dell’incarico per l’esame autoptico.