Carabinieri di Ostuni
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Effettuata l’autopsia sul corpo del marò ostunese, oggi i funerali presso Santa Maria madre della Chiesa alle 15.30.

E’ stata effettuata ieri mattina, al cimitero di Ostuni, ed è durata diverse ore, l’autopsia sul corpo del 39enne ostunese Gianfranco Galizia, il marò della Brigata Marina San Marco ritrovato cadavere il 18 dicembre nella sua auto a Torre Canne, sul litorale di Fasano. Ad effettuare l’esame autoptico, su disposizione del pm Raffaele Casto, è stato il medico legale Giuliano Saltarelli.

Dalle poche indiscrezioni trapelate pare che il militare avesse il cuore di un ultrasettantenne, un organo malato insomma. Pare sia confermata la morte di infarto e nonostante fosse uno sportivo pare avesse un problema genetico che induceva il suo corpo a produrre grasso in eccedenza ritrovato nei tessuti e nel muscolo cardiaco. Questo naturalmente ad un primo esame. Ora bisognerà attendere l’esito delle analisi istologiche che verranno effettuate in laboratorio per capire bene cosa sia accaduto al corpo di Galizia.

Sempre ieri, poi, prima dell’autopsia, come da prassi, anche se in sostanziale ritardo, c’era stato il riconoscimento ufficiale dell’uomo e ad effettuarlo è stato il fratello del marò morto, Giuseppe. Il dottor Saltarelli ha anche effettuato un’ispezione cadaverica dove non si sono evidenziati traumi dettati da colpi esterni il che avvalora ancora di più che si tratti di morte naturale. Come detto Galizia era stato trovato morto nella sua auto a Torre Canne. Una telefonata aveva allertato il 118 che però giunto sul posto non aveva potuto che constatare la morte del militare. Gli stessi sanitari, poi, avevano fatto intervenire i Carabinieri della Compagnia di Fasano che hanno avviato indagini per appurare il perché Galizia si trovasse nella frazione fasanese per risalire alle ore precedenti al decesso. I funerali si svolgeranno questo pomeriggio alle ore 15.30 presso la parrocchia Santa Maria Madre della Chiesa.

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La morte di Galizia ha destato grande commozione nella Città Bianca, dove il secondo capo della San Marco era ben conosciuto. Il 39enne, nell’aprile del 2004 rimase ferito durante un attentato alla base italiana del Libeccio a Nassirya. In quella circostanza si procurò gravi ferite al braccio, ma riuscì a salvarsi, a differenza di un altro militare italiano che rimase ucciso nella guerriglia contro un commando iracheno. Un lungo periodo di convalescenza per lui, fino al ritorno all’interno dei Marò della San Marco.

La sua seconda famiglia nella quale era cresciuto e dove aveva instaurato rapporti di sana e profonda amicizia con molti dei suoi colleghi. Dopo l’esperienza in Iraq anche di recente era stato in missione all’estero, in altri paesi dove sono in atto conflitti internazionali o situazioni difficili dal punto di vista sociale, come la Libia. La sua esperienza acquisita negli anni aveva permesso a Galizia di conquistarsi la stima e fiducia all’interno della Brigata. Con i tanti amici condivideva la passione per lo sport, ed in particolare per il fitness. Ecco dunque che è apparsa strana ai più che la morte potesse essere di infarto. Ma evidentemente c’era qualcosa che non andava nell’organismo di Galizia e questa anomalia che potrebbe averlo portato alla morte dovrà essere chiarita ora dall’autopsia e dagli esami istologici.

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