La Polizia arresta una coppia di fidanzati per tentata estorsione, l’arresto in pieno centro ad Ostuni.

La Polizia di Stato, nell’ambito di un’azione di prevenzione e repressione, ha tratto in arresto nella flagranza del reato di tentata estorsione aggravata una coppia di fidanzati del posto.

Trattasi di B.G., classe 1973, pluripregiudicato e S.K., classe 1978, nota a questi uffici. Nella serata di giovedìscorso si presentava in Commissariato un cittadino che riferiva ai poliziotti di essere vittima, da diversi giorni,di richieste di danaro da parte di alcuni soggetti per un piccolo debito non corrisposto nei tempi richiesti.

Ne era derivato un continuo di telefonate,- messaggi whatsapp e chiamate vocali che B.G. rivolgeva alla vittima, arrivando anche a chiamarlo ben 60-70 volte al giorno.

La pressione psicologica era così forte che il denunciante, grazie all’aiuto del padre, si determinava arivolgersi alla Polizia di Stato. In sede di denuncia, i poliziotti constatavano le pesanti minacce di morte rivolte al giovane, la volontà di impossessarsi  della sua auto e l’applicazione di un tasso usurario da parte degli estorsori,  che aumentava per ogni giorno di ritardo nell’estinzione del debito sino a chiedere una somma 15 volte superiore.

La situazione era divenuta insostenibile e, pertanto, alla richiesta dell’ennesimo incontro per riscuotere il denaro, la Polizia predisponeva uno specifico servizio che consentiva di verificare che nell’appartamento delragazzo si presentava B.G. mentre la sua fida nzata S.K. rima neva in auto col motore acceso in attesa che ilsuo compagno rientrasse, una volta recuperato il “dovuto”.

Al diniego di corrispondere denaro l’estorsore minacciava di morte la vittima. I poliziotti del Commissariato di Ostuni, per evitare qualunque forma di male o pericolo per la vittima, bloccava l’azione _delinquenziale e arrestava B.G . mentre S.K., resasi conto dell’attività di p.g. in atto, fuggiva in auto lungo la centralissima Viale Pola fintanto non veniva raggiunta e arrestata.

Nel prosieguo dell’attività d’indagine si effettuavano diverse perquisizioni che consentivano di individuare uncomplice dei due soggetti bloccati poco prima, anch’egli ostunese e identificato in G.D., cinquantenne epluripregiudicato, al momento indagato a piede libero in concorso con gli altri due.

All’esito delle attività di rito, invece, B.G. e S.K. venivano associati in carcere a disposizione dellacompetente Autorità giudiziaria.

La vicenda ripropone l’importanza di denunciare e  rivolgersi alle Istituzioni onde porre fine a situazioninegative e poter assicurare alla giustizia i responsabili.

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