Intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Ostuni nella serata di ieri, martedì 26 febbraio, a Torre Canne, frazione balneare di Fasano, dove è andato a fuoco il canneto di “Fiume Grande”.

Intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Ostuni nella serata di ieri, martedì 26 febbraio, a Torre Canne, frazione balneare di Fasano, dove è andato a fuoco il canneto di “Fiume Grande”, l’area naturale posta a ridosso della frazione che rientra nel Parco naturale regionale delle Dune Costiere. Si tratta del terzo incendio in meno di due settimane. Il primo risale alla notte tra il 13 e il 14 febbraio e il secondo tra il 15 e il 16 febbraio scorsi.

Il rogo della serata di ieri, che ha visto impegnati i vigili del fuoco per alcune ore, si è sviluppato nella zona a ridosso dello stabilimento balneare, le fiamme hanno sfiorato la struttura ricettiva dove hanno sede le terme. Difficile credere a una causa accidentale, specie se si considerano le basse temperature della stagione, l’orario, notturno, in cui divampano gli incendi e la zona umida.

Una delle ipotesi al vaglio dei carabinieri, che sono stati interpellati in tutti e tre i casi, è la possibilità che gli incendi siano legati alla presenza di milioni di storni che da ottobre a marzo, nelle ore notturne, trovano rifugio nel canneto e nelle aree umide della riserva. Volatili protetti che come è noto arrecano grossi danni all’agricoltura.

I carabinieri della compagnia di Fasano, diretta dal capitano Daniele Boaglio, sono a lavoro, unitamente ai colleghi della Forestale, per fare chiarezza sulla vicenda.

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