Crea un profilo falso per rovinare la reputazione ad una sua, ormai ex, amica: condannata a sei mesi di carcere, con pena sospesa, una 49enne ostunese.

Avrebbe sfogato i suoi rancori tramite la rete, ed in particolare su due social network, dove utilizzando nome e foto dell’altra donna che conosceva bene, si dipingeva come una signora avvenente pronta a “piccanti” avventure sessuali, anche con più uomini contemporaneamente. Uno stratagemma –come è stato riconosciuto dal Tribunale di Brindisi- per screditare l’immagine di quella un tempo amica, da cui per futili motivi si era allontanata. L’indagine coordinata dal pubblico ministero della Procura Valeria Farina Valaori e condotta dalla polizia postale del capoluogo, ha permesso di ricostruire tutte le fasi della creazione dei due fake, falsi profili nella rete, dove al nome della donna, anch’essa della Città bianca, venivano associate foto e proposte di incontri a sfondo sessuale.

Il giudice del tribunale monocratico penale di Brindisi ha riconosciuto la 49enne responsabile dei reati di “Sostituzione di Persona” e Diffamazione a mezzo stampa”. La procura aveva chiesto la condanna della donna di 3 mesi , mentre il difensore di parte civile, Francesco Sabatelli, insisteva per una condanna maggiore anche tenuto presente il disvalore dei fatti contestati all’imputata. Al termine dell’udienza celebrata nei giorni scorsi, il giudice accogliendo la tesi della difesa, ha condannato la donna a 6 mesi di pena sospesa solo in caso di pagamento del risarcimento del danno che, in ogni caso, sarà quantificato in sede civile.

Condannava la stessa anche alla rifusione delle spese legali e imponeva, all’esito della pubblicazione delle motivazioni, la pubblicazione integrale della sentenza, a spese dell’imputata, su un quotidiano locale. Una storia iniziata nel 2014, al termine di una rapporto di amicizia ormai ai minimi termini tra le due. Utilizzando queste due profili falsi creati la donna, oggi condannata, chattava con diversi uomini, anche della Città bianca, dichiarandosi disponibile a rapporti sessuali: una signora disinibita che non si poneva nessun problema di moralità come lei stessa avrebbe dichiarato con chi aveva iniziato seppur in maniera virtuale a frequentarsi. E così la vittima, in poco tempo,  sarebbe stata avvicinata da alcuni uomini ostunesi, che in teoria avrebbe dovuto conoscere attraverso le conversazioni telematiche, di cui però, lei era completamente all’oscuro, perché dietro alla schermo a sostituirsi alla sua persona, c’era la sua ex amica. Dopo i primi sospetti, la denuncia querela, presentata all’autorità giudiziaria di competenza dall’avvocato Sabatelli per conto della donna. Ora la sentenza di condanna è giunta quasi una liberazione per la vittima, che a causa di questa vicenda, aveva perso credibilità anche dal punto di vista professionale.

Fonte Nuovo Quotidiano di Puglia

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