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I poliziotti del commissariato di Ostuni hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di un 48enne che per anni ha picchiato e minacciato la ex moglie, costretta a trasferirsi con la figlia minore a casa di un’amica.

“Ritornerò accavallato e ucciderò tutta la vostra famiglia”. Questa è solo una delle minacce rivolte da un marito violento affetto da ludopatia a un familiare della ex moglie. La malcapitata per anni è sprofondata in un incubo. Terrorizzata dalle violente aggressioni fisiche e verbali, ha dovuto perfino prendere la difficile decisione di trasferirsi da un’amica insieme alla figlia minorenne. Ma ieri, al culmine di un’indagine condotta dai poliziotti del commissariato di Ostuni, l’uomo, nato 48 anni fa a Ostuni è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in regime di domiciliari emessa dal gip del tribunale di Brindisi Tea Verderosa, su richiesta del Pm Francesco Carluccio.

Le accuse mosse a suo carico sono di maltrattamenti contro familiari e conviventi aggravati, lesioni personali aggravate e tentata violenza privata. La vittima lo scorso febbraio ha trovato il coraggio di presentarsi il commissariato per denunciare i soprusi e le angherie subiti per anni. La donna ha sofferto a lungo in silenzio, cercando di occultare i lividi e i segni delle violenze ai colleghi di lavoro.

Già nel 2008 la donna aveva riportato una brutta lesione con annessa ecchimosi all’occhio destro; l’anno dopo, venne subì una lesione del mento e qualche tempo dopo un trauma all’emi-mandibola sinistra. Trasferitasi, oramai disperata, presso l’abitazione di una amica, la donna rifiutò una proposta di riconciliazione da parte dell’ex, che arrivò fino al punto di seguirla nei pressi del luogo di lavoro, dove l’ha colpita con pugni e schiaffi, procurandole delle ferite refertate con 12 giorni di prognosi.

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E poi ci sono le gravi minacce di morte proferite al fratello della vittima, nel caso questa non avesse ritirato la denuncia. “Vi incendierò tutti. Stasera stavo venendo accavallato – avrebbe detto l’indagato –  per spararvi a tutti, ritornerò accavallato e ucciderò tutta la vostra famiglia”. Nel provvedimento restrittivo firmato dal gip si legge che le reiterate minacce hanno portato la donna “a vivere in un clima di terrore e di sottomissione, trasformando la sua vita in un autentico calvario, aggravato da uno stato di frustrazione tale da rivolgersi all’Autorità….”proprio al fine di arginare il “ concreto, fondato ed imminente pericolo che l’uomo, ove lasciato libero di agire, potesse commettere reati ancora più gravi, mettendo seriamente a repentaglio l’incolumità della signora e dei propri cari….”.

 

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