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E’ stato arrestato e scarcerato nel giro di poche ore il presunto autore della violenta aggressione a colpi di badile che si è verificata venerdì pomeriggio (31 marzo) in una cava in contrada Chiobbica.

E’ stato arrestato e scarcerato nel giro di poche ore il presunto autore della violenta aggressione a colpi di badile che si è verificata venerdì pomeriggio (31 marzo) in una cava in contrada Chiobbica, nei pressi della strada provinciale Ostuni-Ceglie Messapia, nell’agro di Ceglie. Si tratta del 39enne A.V., di Ceglie Messapica, addetto alle consegne per conto dell’azienda che gestisce la cava.

Il pm Raffaele Casto, ritenendo che non ci fosse la flagranza di reato, ha disposto la revoca della misura degli arresti domiciliari emessa a carico del 39enne, difeso dall’avvocato Aldo Gianfreda, che deve rispondere del reato di lesioni aggravate. Sull’accaduto indagano i poliziotti del commissariato di Ostuni, recatisi sul posto per i rilievi del caso.

Da quanto appurato, la vittima dell’aggressione è un 47enne di Francavilla Fontana.  L’uomo si era recato presso la cava per ritirare del materiale. A detta di A.V., però, non era autorizzato a farlo. A quel punto è nato un alterco fra il cliente e il dipendente. Quest’ultimo, in un raptus d’ira, avrebbe impugnato un badile di ferro e si sarebbe accanito contro il francavillese, colpendolo con estrema violenza.

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Sul posto si è recata un’ambulanza con personale del 118. La vittima è stata trasportata presso l’ospedale Perrino per gli accertamenti del caso. Dal referto medico emergono varie lesioni (un trauma cranico, un trama cervicale, lividi ed ecchimosi sulla fronte, al costato, alle braccia e alle spalle) con prognosi di 25 giorni. Dopo aver raccolto varie testimonianze, fra cui quella della vittima, i poliziotti sono risaliti al cegliese, arrestandolo in regime di domiciliari. Il magistrato però ha ritenuto che non vi fossero gli elementi per applicare la misura restrittiva, rimettendolo in libertà.

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