Pronto Soccorso Ospedale Ostuni3
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Il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Ostuni: assenza di accettazione, organico ridotto con il personale costretto a far fronte a numerose emergenze.

Non sono poche le criticità all’interno del Pronto Soccorso di Ostuni. Alle bene note di carattere strutturale, negli ultimi tempi, si sono aggiunte anche quelle a livello organizzativo, che derivano soprattutto dall’impossibilità di avere spazi adeguati per far fronte alle molteplici richieste che quotidianamente giungono nel presidio ospedaliero della Città bianca. E durante il recente periodo natalizio il numero delle prestazioni è aumentato ed inevitabilmente sono riemersi alcuni disservizi.

«Come in tutte le strutture italiane, mi sono reso conto di come il personale debba operare in certi periodi: organici ridotti a fronte di tanti pazienti ed emergenze. Malgrado tutto medici ed infermieri in servizio dimostrano un atteggiamento professionale e attento alla richieste dei pazienti. La cosa che stupisce però è mancanza del servizio di accettazione al pronto soccorso». E’ questa la denuncia da parte di un professionista ostunese, residente in Lombardia, Raffaele Specchia, che di recente ha dovuto ricorrere alle cure all’interno del pronto soccorso della Città bianca. «Chi arriva all’interno della stessa struttura, si trova davanti ad una coda di gente senza sapere chi sia l’ultimo, deve suonare e aspettare che arrivi un infermiere. Dopo deve raccontare la sua problematica all’operatore, davanti ad altri pazienti. Di fatti non viene garantita la privacy del cittadino. Successivamente il paziente, attende che un infermiere venga chiamato a voce per il proprio turno».

Una situazione evidenziata più volte nelle ultime settimane anche da altri utenti che si sono ritrovati nella sala d’attesa del pronto soccorso ostunese. In tanti, pur riconoscendo l’impegno e la professionalità del personale medico, hanno dovuto fronteggiare queste criticità. «Non sarebbe opportuno un servizio di accettazione, come in altri città come, Brindisi, Martina Franca? Negli altri comuni, quando un paziente arriva in pronto soccorso, l’infermiere in accettazione classifica la problematica con un codice e assegna un biglietto indicando il reparto (chirurgia, pediatria, medicina). In questo modo – sottolinea Specchia – si crea ordine e si riducono anche le tensioni in pronto soccorso». Problematiche denunciate anche più volte dalle organizzazioni sindacali. «All’interno del pronto soccorso di Ostuni i locali sono piccolissimi, con pochi letti (solo quattro), senza una sala di attesa e senza posti dedicati all’Osservazione Breve. Tutto questo – ha dichiarato al Nuovo Quotidiano di Puglia Giuseppe Lacorte, Responsabile sanità Cisl Funzione Pubblica della provincia di Brindisi – costringe gli utenti ad ammassarsi nel corridoio e gli operatori, a loro rischio, non garantiscono la privacy degli stessi».

E’ allarme per il presente, ma anche per l’immediato futuro. «Le problematiche legate al Pronto Soccorso di Ostuni ovviamente peggioreranno a causa della chiusura del P.S. di Fasano, che dicono avverrà in tempi celeri, e in estate– conclude il delegato Cisl brindisino– la situazione esploderà definitivamente». Nella Città bianca, quando verrà ultimata la nuova ala, il pronto soccorso sarà trasferito al piano terra della struttura. Sulla data di chiusura definitiva del cantiere, aperto ormai da oltre un decennio, non c’è, però, ancora certezza: dall’ Asl auspicano entro il prossimo ottobre.

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