Il governo ha riconosciuto lo stato di calamità dopo l’alluvione dello scorso 10 settembre che ha colpito l’area Nord della Provincia di Brindisi, con gravi danni soprattutto a Ostuni.

Esaminata la proposta avanzata dalla regione Puglia, il Ministero delle politiche agricole ha dichiarato «l’esistenza del carattere di  eccezionalità degli eventi calamitosi». Passaggio procedurale fondamentale, questo, per poter proseguire l’iter avviato già da tempo dagli imprenditori agricoli del territorio. Ora entro il prossimo 4 febbraio 2017 occorre presentare l’apposita domanda al comune di Ostuni, finalizzata all’accesso delle risorse economiche per i danni subiti ad attrezzature e aziende.

Già subito dopo il disastro del 10 settembre, gli uffici comunali, coordinati per l’evento calamitoso dagli assessori all’agricoltura e lavori pubblici Maristella Andriola ed Emanuele Giaccari, avevano avviato gli iter per la perimetrazione delle aree devastate dall’alluvione, ed erano emersi danneggiamenti per svariati milioni di euro. Il sindaco di Ostuni Gianfranco Coppola, a poche ore dalla devastazione delle campagne ostunesi e secondo una prima stima, parlò di oltre 50 milioni di euro di danni. Cifre che potrebbero essere confermate nel momento in cui si avrà contezza del numero delle aziende che presenteranno l’istanza. Soddisfazione per l’attività svolta dall’amministrazione della Città bianca e dalla regione Puglia –per una procedura di richiesta di risarcimento che continua senza interruzioni il suo iter burocratico, ora approvato anche dal governo – è stata espressa da Mario Monopoli dirigente regionale del Partito Democratico, già responsabile per la provincia di Brindisi del settore agricoltura.

Sul sito istituzionale del comune di Ostuni è possibile trovare l’intera modulistica dedicata agli imprenditori agricoli, indispensabile per poter continuare ad avviare la richiesta di contributi. Fondi che non riusciranno a coprire l’intero danno subito dal territorio, ma che saranno fondamentali per permettere alle imprese di recuperare, almeno parte di quella competitività sul mercato, persa nei mesi scorsi, a causa di un evento calamitoso, di natura eccezionale ed imprevista, che ha messo in ginocchio uno dei settori trainanti dell’economia ostunese. Sulle cause del disastro, sull’origine di questi fenomeni climatici che nei mesi scorsi hanno flagellato la Puglia ed in particolare il territorio brindisino e foggiano, e sul tema della prevenzione in difesa del patrimonio ambientale, il prossimo 20 gennaio ci sarà un meeting nazionale che vedrà giungere nella Città bianca, esperti, docenti universitari e diversi rappresentanti delle istituzioni tra sindaci, assessori regionali e parlamentari pugliesi.

L’incontro è promosso da Emanuele Giaccari per l’assessorato ai lavori pubblici del comune di Ostuni, dalla Sigea (Società italiana di geologia ambientale), con la co-organizzazione dell’ordine regionale Puglia dei geologi e degli ordini della provincia di Brindisi di ingegneri, agronomi e dottori forestali. Il convegno verterà sull’analisi degli eventi piovosi estremi che si stanno verificando in Puglia con effetti significatavi sul suolo; saranno analizzate le politiche più incisive per la mitigazione del rischio alluvionale e illustrate esperienze operative di strategie di adattamento mediante interventi strutturali e non per la mitigazione dei rischi naturali e per una gestione sostenibile del territorio.