Una Volante dei Carabinieri
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Tornano in libertà Lutrino, Ingusci, Immorlano, Cagnazzo e Giannotti. I primi quattro avevano già ottenuto i domiciliari la scorsa settimana.

Il tribunale del Riesame ha scarcerato cinque delle persone arrestate lo scorso 12 dicembre nell’ambito del blitz Omega, contro due gruppi operanti a Cellino San Marco e a San Donaci, considerati dagli investigatori dei carabinieri di Brindisi collegati alla Sacra corona unita. Si tratta di Stefano Immorlano, difeso dall’avvocato Rocco Vincenti, Antonio Brando Lutrino, di Ostuni, difeso dall’avvocato Mario Laveneziana, Gabriele Ingusci e Cristian Cagnazzo, difesi da Cosimo D’Agostino, Francesco Giannotti, difeso da Vincenzo Farina e Amilcare Tana.

I primi quattro già nei giorni scorsi avevano ottenuto i domiciliari. Fra ieri (27 dicembre) e oggi il giudice del Riesame ha accolto i ricorsi presentati dai legali, annullando l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Vincenzo Brancato a carico dei rispettivi assistiti. La scorsa settimana avevano ottenuto i domiciliari anche Vincenzo Maiorano, 41 anni, di San Pietro Vernotico, difeso dagli avvocati Daniela D’Amuri e Francesco Cascione, e Saverio Elia, difeso da Gino Gioffredi.

L’inchiesta della Dda è partita dall’omicidio di Antonio Presta, avvenuto a San Donaci, il 5 settembre 2012 e ha portato a scoprire, anche sulla base delle dichiarazioni rede dagli ultimi pentiti della Sacra Corona, affiliazioni a a San Donaci e a Cellino. In 22 sono stati indicati dalla Ddda i volti della Scu: Carlo Solazzo, accusato di essere l’autore materiale del fatto di sangue, Pietro Soleti, Benito Clemente, Floriano Chirivì, Vito Conversano, Onofrio Corbascio, Antonio Corbascio, Carlo Solazzo, Pietro Solazzo, Massimiliano Pagliara, Daniele D’Amato, Claudio Bagordo, Gabriele Leuzzi, Gabriele Cucci, Daniele Rizzo, Saverio Rizzo, Luca Goffredo, Giuseppe Chiriatti, Cosimo Perrone, Giordano Giuseppe (alias Aiace), Cosimo Mazzotta, Giuseppe D’Errico e Cosimo Fullone.