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L’ok del governo Renzi per la ricerca di petrolio nel mar Adriatico, crea molta agitazione tra ambientalisti, associazioni, regione e comuni pugliesi.

Il governo italiano autorizza una società australiana alla ricerca di petrolio nel mare pugliese. Grazie al decreto di Valutazione di Impatto Ambientale del ministero dell’Ambiente, la Global Petroleum Limited (Gpl) potrà cercare giacimenti di idrocarburi (petrolio ma anche gas) in un’area marina di 745 chilometri quadrati, da Vieste fino a Brindisi.

La società utilizzerà tecniche “2D con air gun e 3D”, ovvero tramite bolle d’aria che comprimono l’acqua e il fondale marino. Entrambe sarebbero potenzialmente pericolose per l’ambiente, secondo enti e cittadini che hanno inoltrato le osservazioni al ministero dell’Ambiente.

Dura la presa di posizione del presidente della Regione Puglia. Michele Emiliano, ma anche delle Province di Bari e Brindisi, dei Comuni – da Molfetta a Giovinazzo, passando per Ostuni, Fasano, Monopoli e Polignano a Mare – del Comitato Bonifica Molfetta e del Coordinamento No Triv Terra di Bari, della Federazione regionale dei Verdi e dell’associazione Biologi ambientalisti pugliesi.

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Tutti hanno espresso parere sfavorevole alla ricerca di idrocarburi e chiesto il rigetto del progetto, evidenziando il rischio che tali attività danneggino l’ecosistema marino, con particolare riferimento ai cetacei che risulterebbero la specie più esposta ai pericoli dell’air gun.

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