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Piena assoluzione per l’imprenditore ostunese dopo tre anni di calvario.

Avevano utilizzato il suo nome per compiere una serie di truffe in tutta Italia, nel commercio di prodotti tipici, tra cui pasta fresca. Il calvario giudiziario di un imprenditore ostunese, finisce a distanza di tre anni, con piena assoluzione. L’uomo era imputato per falsificazione di documenti, sostituzione di persona, ricettazione: M.R., 32anni, difeso dall’avvocato Giovanni Zaccaria, all’esito dell’istruttoria dibattimentale, è riuscito a dimostrare la propria estraneità ai fatti. Il giudice del tribunale di Brindisi Giuseppe Biondi, accogliendo la richiesta del suo legale, ha assolto l’imprenditore, che risultava ufficialmente amministratore della società impegnata nel settore alimentare.

La sua azienda, con sede a Ostuni, secondo le denunce dei malcapitati reali vittime dei raggiri, avrebbe portato all’incasso assegni relativi a carnet risultati smarriti, ovvero rubati o anche riferiti a conti correnti estinti, oltre a pagare grossi quantitativi di merce con titoli a loro volta risultati smarriti, illegittimamente sottratti, o relativi a conti da anni chiusi. Truffe in giro per l’Italia, attraverso la commercializzazione di prodotti tipici.

Le disavventure per il 32enne sono iniziate quando i clienti raggirati hanno deciso di rivolgersi all’autorità giudiziaria per tutelare i propri interessi di fronte alla frode di cui erano rimasti vittima. M.R., è stato rinviato a giudizio in quanto ritenuto presunto autore, quale amministratore e socio di maggioranza di una società dedita alla distribuzione all’ingrosso di prodotti tipici, di una serie di atti illeciti in danno di altri operatori commerciali ed imprese.

Per lui le accuse variavano dalla falsificazione dei documenti alla sostituzione di persona fino alla ricettazione. Dall’attività d’indagine dell’autorità giudiziaria, la difesa dell’imprenditore ha recuperato una serie di elementi, utili a dimostrare la sua estraneità. Agli inquirenti era stato lo stesso 32enne a rivolgersi per fare chiarezza su alcune vicende anomale all’interno della sua società. Riscontri a cui sono stati aggiunti altri rilievi racchiusi nella copiosa documentazione prodotta dal legale Giovanni Zaccaria. L’esito finale del dibattimento, dopo che il Tribunale di Brindisi ha verificato ogni elemento raccolto, ha scagionato il giovane imprenditore, che sarebbe rimasto vittima di un disegno ordito da soggetti che, con la promessa di rilevare le quote sociali, si erano di fatto impossessati della società per utilizzarla come cartiera. E così, grazie alle credenziali dell’impresa, ben nota nel settore, hanno messo in atto truffe ed operazioni illecite in danno di altri operatori commerciali.

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Le indagini dell’autorità giudiziaria al momento sono tutt’altro che concluse, e vedrebbero il coinvolgimento di altre persone originarie di Brindisi e Taranto che potrebbero essere gli esecutori materiali delle innumerevoli truffe ai danni di aziende nazionali. L’assoluzione per il giovane imprenditore della Città bianca, difeso dall’avvocato Zaccaria così, potrebbe essere solo il primo tassello di una vicenda giudiziaria, destinata a far emergere l’esatta ricostruzione di un sistema ben collaudato, creato ad arte per ottenere ingenti profitti attraverso una serie di gravi illeciti.

Fonte:  Nuovo Quotidiano di Puglia

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