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I Particolari nella nota diramata dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ostuni.

Gli arrestati identificati in IAIA Oronzo, classe 1984 e IAIA Giovanni, classe 1989, pluripregiudicati per vari reati, anche in materia di droga, dopo le formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Brindisi. Di seguito, gli antefatti alla base dell’intervento: giungeva presso la locale Sala operativa, una segnalazione da parte di un cittadino, di una violenta aggressione che si stava verificando nei pressi dell’Ufficio postale di Ostuni centro. Nel corso della telefonata al 113, si apprendeva di 2 soggetti armati di bastone che, con inaudita violenza, si scagliavano contro un terzo individuo di colore. Immediatamente notiziata la Volante, la stessa, già in zona nell’ambito dei predisposti servizi anti-rapina, raggiungeva il luogo “incriminato” ove, rintracciava l’aggredito che, con un ampia fuoriuscita di sangue dal naso e dal viso, aveva difficoltà a sorreggersi per i numerosi colpi di bastone ricevuti in diverse parti del colpo, parlando con difficoltà, dato il forte stato di agitazione per quanto poco prima patito.

Pertanto, parallelamente, si faceva trasportare il malcapitato presso il locale ospedale per le urgenti, necessarie e non rinviabili cure mediche e, nell’immediatezza, sfruttando la conoscenza del territorio nonché le variegate dinamiche in esso insistenti, ci si poneva alla ricerca dei soggetti descritti, con non poche difficoltà, dalla vittima. L’attività d’indagine, seppur non agevole, permetteva di rintracciare i 2 aggressori, in un luogo poco distante da quello dell’accaduto, nonostante gli stessi avessero provato a simulare di essere normalmente intenti nello svolgimento della propria attività lavorativa di promoters turistici. Celermente bloccati, all’interno del mezzo condotto da uno dei due fratelli, veniva rinvenuto e sottoposto a sequestro penale, il bastone utilizzato per la violenta aggressione, con ancora impresse alcune macchie di sangue.

Il prosieguo investigativo consentiva di acclarare che i fratelli IAIA, avevano attirato la vittima presso i bagni pubblici ubicati nei pressi delle Poste Centrali, con la scusa di un confronto verbale, di fatto poi sfociato nel già pianificato raid punitivo, condito dai ripetuti colpi di bastone inferti e dai calci e pugni sferrati all’indirizzo della vittima. Quest’ultima, di fatti, si è trovata all’interno di un vero e proprio tranello posto che, raggiunto uno dei due IAIA vicino ai bagni prossimi alle “poste centrali”, dagli stessi è venuto fuori l’altro fratello armato di bastone che, sorpreso l’aggredito alle spalle, si è scagliato contro il malcapitato, forte dell’inaspettato “effetto sorpresa”. La furia degli aggressori non determinava più infauste conseguenze, solo grazie alla parziale opposizione del malcapitato che cercava di difendersi per non riportare ancora più gravi lesioni e alla circostanza di alcuni passanti che, a voce sostenuta, invitavano i due a farla finita, incalzandoli dicendo che era stata chiamata la Polizia. Proprio per questo, infatti, ad un certo punto i 2 aggressori vistisi alle strette, si dileguavano per le vie cittadine limitrofe, ma la loro fuga non durava oltremodo, in quanto immediatamente rintracciati e bloccati dagli operatori del Commissariato ostunese. A causa di quanto patito, la vittima riportava ferite al capo, sul viso, all’avambraccio e lungo tutto il corpo che, ne determinavano una prognosi di 30 giorni, salvo complicazioni. All’esito di tutti gli accertamenti esperiti sul territorio, si raggiungevano gli uffici di Polizia ove, le risultanze dell’attività d’indagine venivano compiutamente portate a conoscenza del Sostituto Procuratore della Repubblica di turno presso la Procura della Repubblica di Brindisi, Dottor Milto Stefano DE NOZZA.

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La citata Autorità giudiziaria, condividendo a pieno le evidenze probatorie acquisite dagli investigatori ostunesi, disponeva che IAIA Oronzo e IAIA Giovanni, tratti in arresto in concorso di flagranza di reato di lesioni personali pluriaggravate, fossero associati presso il Carcere di Brindisi, per ivi rimanere a disposizione dell’A.G. competente. Alla base del violento e sanguinoso gesto, un post su facebook “inserito” dalla vittima e giudicato, lesivo ed oltraggioso, dai 2 odierni arrestati.

L’intervento di Polizia ha certamente scongiurato che da probabili, successivi, regolamenti di conti, potessero conseguire fatti negativi che avrebbero determinato un evidente allarme nel contesto sociale in cui, da tutte le parti, deve giungere la ferma condanna della scelta della giustizia sommaria. La violenza non deve mai essere lo strumento con cui risolvere le questioni di natura privata, dovendo necessariamente essere bandita da una società munita di senso civico. Nell’operazione descritta, è stato decisivo proprio il senso civico e la responsabilità civile di quel cittadino che ha segnalato sulla linea di emergenza della Polizia di Stato denominata 113, la violenta aggressione.

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