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Struttura ricettiva con scarico in mare di acque reflue: multa da 60mila euro.

Scoperto uno scarico abusivo di acque reflue in mare: multa da 60mila euro per il legale rappresentante della struttura ricettiva responsabile dello sversamento illecito. È accaduto a Ostuni, la scoperta è stata fatta dal personale della Guardia costiera della Capitaneria di porto di Brindisi, nell’ambito di alcune attività tese a tutelare l’ecosistema marino e il relativo habitat e garantire la fruizione delle spiagge e del mare in totale salubrità.

Struttura ricettiva con scarico in mare di acque reflue: multa da 60mila euro
Importante la collaborazione dei cittadini: è stato grazie a una segnalazione pervenuta presso la Capitaneria di Porto di Brindisi, infatti, che è stata avviata l’indagine che ha portato alla luce questo grave reato nei confronti dell’ambiente. I militari della Sezione polizia marittima della Guardia costiera, al comando del capitano di vascello (Cp) Salvatore Minervino, si sono messi subito a lavoro e venerdì 2 settembre scorso hanno individuato e messa la parola fine ad uno scarico abusivo di reflui in mare.

“Diversi i sopralluoghi effettuati, anche in ore notturne con l’utilizzo di sofisticati sistemi di amplificazione di luce per la visione notturna, fino a quando i militari hanno individuato lo sbocco a mare posizionato in maniera occultata tra gli scogli e di non facile individuazione vista anche la presenza di una forte risacca che si rifrangeva sugli scogli in questi giorni di maestrale”, si legge nella nota inviata dalla Capitaneria di porto

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“A questo punto si è seguìto a ritroso il percorso della condotta sino all’origine, sono stati aperti e controllati tutti i pozzetti d’ispezione, per lo più nascosti nella vegetazione, per accertare che non vi fossero allacciamenti di altre condotte interrate. La condotta è risultata partire dall’interno della struttura che è risultata essere dotata di un impianto di trattamento dei liquami, regolarmente autorizzato al reimpiego delle acque affinate esclusivamente per usi irrigui. Sul posto è stato richiesto l’immediato intervento dei tecnici dell’Arpa Puglia – Dap Brindisi – che hanno provveduto ad effettuare i relativi campionamenti ed avviare le procedure di analisi del prodotto sversato”.
Come già accennato al legale rappresentante è stata comminata una pesantissima sanzione per un importo massimo di 60mila euro per la violazione del secondo comma dell’articolo 133 del decreto legislativo 152/2006 “Testo unico ambientale” avendo effettuato uno scarico di acque reflue in mare senza la preventiva autorizzazione prevista dall’articolo 124 dello stesso dettato normativo. Gli accertamenti sono tutt’ora in corso per verificare la sussistenza di condotte penalmente rilevanti quando e qualora, in relazione agli esiti delle analisi condotte dall’Arpa, risultasse che i reflui contengano sostanze inquinanti oltre i limiti soglia consentiti dalle norme.

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