Incendio Zona Artigianale Area Ecologica11
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«Non abbiamo ricevuto in questi giorni nessuna richiesta o telefonata “particolare” tale da poter immaginare un episodio di questa gravità».

Gabriele De Simone responsabile del personale dell’ Ati Gial Plast Bianco, che si occupa del servizio raccolta rifiuti e della gestione dell’isola ecologica di Ostuni, commenta così l’incendio doloso che martedì notte ha distrutto tre mezzi dell’azienda. La condanna alla sequenza criminale che si è sprigionata in una tutta la sua veemenza, con il rogo in contrada S. Caterina, giunge anche da altre componenti. «E’ un atto doloso. Abbiamo prove di questo. Cosi come ho piena fiducia nel lavoro che sta svolgendo in queste ore la polizia di Ostuni». E’ stato tra i primi a giungere martedì sera in contrada S. Caterina. A distanza di 24 ore dall’accaduto l’assessore all’ambiente del comune di Ostuni Gaetano Nacci fa fatica a commentare l’incendio che si è sviluppato all’interno dell’isola ecologica della Città bianca. Un segnale inequivocabile, quasi di sfida, lanciato secondo metodi riconducibili ad uno stile mafioso. «Siamo molto preoccupati. Potrebbero esserci infiltrazioni all’interno della città che producono atti del genere. Non vogliamo –ribadisce Nacci- che si inneschi una spirale». Anche l’assessore all’ambiente è convinto che dietro le fiamme, che hanno distrutto tre mezzi parcheggiati nella struttura, non ci siano contesti “allargati”, fuori dai confini locali. «Con le dinamiche globali dei rifiuti penso che la questione non c’entri. E’ un atto doloso. Preferisco mantenere il massimo riserbo su ogni tipo d’informazione perché la polizia sta conducendo delle indagini. Certo è impossibile che possano avvenire- continua Nacci- tre eventi naturali, contestuali, coincidenti in punti differenti. Sulla base di questo si può capire la volontà del gesto». Le immagini dei camion in fiamme hanno provocato amarezza e preoccupazione anche nella comunità ostunese. «C’è un tessuto criminale che si muove. La cosa mi allarma e preoccupa. Stiamo fornendo alla Polizia la massima collaborazione in termini di informazioni e tutto quanto è stato richiesto, per cercare di stoppare sul nascere un modus operandi che fino a questo momento- conclude Gaetano Nacci- era stato abbastanza lontano dalla nostra realtà». Ieri intanto per l’ Ati Gial Plast Bianco è stato il giorno della conta dei danni. Danni economici ma non solo, se si pensa alle difficoltà degli ultimi giorni in questo settore. Un servizio di raccolta che ieri, con il grande impegno di operatori e azienda è stato svolto senza l’ausilio di tre mezzi nevralgici per il corretto funzionamento del sistema di raccolta. «Si tratta di un gesto inqualificabile che in un momento così particolare della stagione- dichiara Gabriele De Simone- ci mette ulteriormente in ginocchio, tra tutte le emergenze che stiamo affrontando tra rifiuti indifferenziato e organico». Un’attualità che ora deve fare i conti anche con la cronaca. «Un episodio assolutamente da condannare. Escludo collegamenti con le questioni esterne: secondo me- spiega De Simone – si tratta di un qualcosa che riguarda la città di Ostuni. Poi comunque tutto può essere».

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia

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