Tombino via verona
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«Per il matrimonio della Pennetta hanno lavorato anche di notte. Noi da tre mesi attendiamo che venga sistemato un tombino. Un semplice tombino: nulla più».

Il rumore delle auto, che passano da via Verona e calpestano il tombino, è roboante. Un tonfo netto che si ripete migliaia di volte al giorno in uno degli snodi principali della viabilità ostunese, tra il vecchio palazzetto e l’istituto “Jean Monnet”. Disagi di giorno e durante le ore notturne. La sequenza del rumore è sempre la stessa, così come la pericolosità per chi ignaro dell’instabilità del tombino lo calpesta anche a velocità sostenuta. E’ li rotto li da mesi. Manca del materiale per farlo aderire all’asfalto. Una circostanza denunciata più volte dagli abitanti della zona, ormai esasperati da questa situazione incresciosa. Il paradosso – secondo i residenti – è che il problema potrebbe risolversi con un intervento di lieve entità. «Capiamo le procedure, ma qui si tratta di buon senso. Nei giorni scorsi – dichiara Isabella Morelli, torinese di nascita, ma da oltre 20 anni ad Ostuni- sono stata di nuovo agli uffici del comune di Ostuni. La risposta? Stiamo predisponendo la gara d’appalto prima non possiamo intervenire. Ma in quale paese ci troviamo se non si riesce in tempi rapidi neanche ad aggiustare un tombino?». Delusa, amareggiata ma pronta a continuare una battaglia che porta avanti da settimane. «E’ un continuo scarica barile sulle responsabilità. Prima il tombino apparteneva all’ Acquedotto Pugliese, poi ci è stato riferito che è di proprietà del Comune. Hanno messo le transenne, ma sono durate due giorni e poi sono sparite. Eppure – dichiara Isabella Morelli- basterebbe un semplice operaio con un po’ di materiale per fissare all’asfalto questo tombino che non è ancorato bene a terra». All’inquinamento acustico si aggiungono problemi anche di sicurezza stradale. «Oltre al fatto che siamo costretti a stare giorno e notte con le finestre chiuse per il continuo fastidioso rumore, il tombino è rischioso per chi non conosce il pericolo». Poi la richiesta al comune per cercare una soluzione per risolvere in maniera definitiva la questione. «Non voglio entrare nel merito dello stato del manto stradale della città, soprattutto nella nostra zona, e non chiediamo neanche la celerità degli interventi, con lavori notturni, come per il matrimonio dello scorso 11 giugno, almeno però- conclude Isabella Morelli- da cittadini che paghiamo i tributi comunali, domandiamo come è possibile che per intervenire su un semplice tombino servano tutti questi mesi».

Fonte: Nuovo Quotidiano di  Puglia

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