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      -Recuperata interamente la refurtiva trafugata del valore di oltre 3mila euro

Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte del personale del Commissariato di P.S. di Ostuni, diretto dal Commissario Capo Gianni ALBANO.

Nell’ambito delle direttive rese dal Questore di Brindisi, Dottor Roberto GENTILE, rivolte alla prevenzione e repressione dei reati in generale ed, in particolar modo, di quelli che ledono ed offendono il patrimonio, nei giorni scorsi, i poliziotti della Squadra Volante e della Polizia giudiziaria del Commissariato della Città Bianca, ricostruivano pienamente il furto commesso ai danni della Società Cooperativa Solequo, pervenendo così al recupero dell’intera refuritiva nonché alla denuncia alla Procura della Repubblica di Brindisi dei 2 responsabili.

Gli stessi, identificati in L.D., classe 1987 e C.P., classe 1986, entrambi ostunesi, con precedenti per droga, dovranno ora rispondere di furto aggravato, in concorso tra di loro.

Più in dettaglio, i particolori dell’indagine: la mattina del 17 giugno u.s., veniva presentata presso gli uffici di Polizia, una denuncia di furto da parte del Presidente della Cooperativa che si occupa, tra l’altro, della gestione e cura degli orti urbani all’interno della Città Bianca.

Lo stesso riferiva che, nottetempo, ignoti malfattori avevano forzato il deposito contenente diversi attrezzi agricoli, alcuni nuovissimi, facendo razzia all’interno, arrecando un danno economico consistente, superiore ai 3 mila euro.

Si dava pertanto avvio alle attività investigative di pertinenza, acquisendo importanti elementi indizianti che portavano gli investigatori ostunesi ad indirizzare le ricerche all’interno dell’agro di Carovigno ed in particolare nei riguardi di soggetti che, gravitanti nel giro della droga, avrebbero utilizzato il maltorto quale merce di scambio per l’acquisto dello stupefacente, piazzandolo sul meracato nero della ricettazione.

Tali constatazioni unite alla conoscenza del territorio di competenza, facevano si che si stringesse il cerchio attorno ad un individuo nonché all’abitazione dallo stesso occupata, ritenuta non a torto, quale il sito di momentaneo stoccaggio del materiale provento di furto.

Si faceva dunque irruzione all’interno dell’appartamento individuato dagli operatori e, effettivamente, a riprova della bontà dell’intuizione investigativa, dopo un’attenta ed accurata attività di ispezione dello stato dei luoghi, si rinvenivano alcuni attrezzi agricoli, circa il possesso dei quali, il perquisito non era in grado di riferire valide giustificazioni se non motivazioni di mera facciata e prive di alcun fondamento.

Condotto in ufficio, proseguita l’attività d’indagine, si acquisivano ulteriori elementi di prova che rafforzavano il convolgimento del fermato nel furto commesso, durante lo svolgimento del quale, lo stesso aveva avuto il ruolo di “palo” al di fuori del deposito preso di mira mentre il complice, anc’egli completamente identificato, si era introdotto all’interno, aveva asportato il tutto, caricandolo con il contributo della vedetta, sull’auto utilizzata per la razzia con la quale poi si era raggiunto l’appartamento in cui la refurtiva era stata rinvenuta e sottoposta a sequestro penale.

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Il movente del gesto furtivo è probabilmente da rintracciare in antichi dissapori tra i denunciati e taluno della compagine societaria lesa.

Decisi per il positivo epilogo dell’attività di ricerca, sono state le conversazioni sul social wazapp estrapolate dalle utenze telefoniche dei fermati che riportavano orari perfettamente compatibili con quello di realizzazione del furto.

Indizi gravi, concordanti e plurimi ora al vaglio della Magistratura brindisina che ha costantemente coordinato le attività d’indagine condotte dai poliziotti della Città Bianca.

All’esito dell’attività venivano recuperati 1 decespugliatore nuovo di zecca, 1 rotolo di filo per tagliaerba, 1 motopompa nuovissima in quanto acquistata poche ore prima del furto nonché 1 custodia contenente 1 trapano, completa di tutti gli accessori del caso.

L’indagine conclusa brillantemente dai Poliziotti del Commissariato della Città Bianca, in meno di 24 ore dall’evento delittuoso, grazie ad una macchina investigativa che si è mossa senza soste, ha consentito di assicurare alla giustizia i 2 responsabili del furto nonché di recuperare integralmente la refurtiva così riattribuendo ai proprietari un beneficio che, tradotto in riconoscimento all’istituzione della Polizia di Stato, ha permesso loro di percepire la reale azione di controllo dispiegata proprio a garanzia e presidio della sicurezza generale.

Intanto le indagini proseguono da parte degli investigatori del Commissariato ostunese al fine di comprendere a chi dovesse essere destinata la refurtiva che, stoccata momentaneamente nel sito rintracciato, sarebbe andata irrimediabilmente perduta se non ci fosse stato il celere intervento da parte delle Istituzioni, cui i derubati in sede di riconoscimento della merce rubata, hanno esternato sentiti e vivi ringraziamenti per quanto realizzato.

Quello che doveva essere un duro colpo alla compagine societaria si è rivelato, invece, un duro colpo per i 2 responsabili rintracciati e assicurati alle maglie della giustizia.

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