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L’arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Brindisi

Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte del personale del Commissariato di P.S. di Ostuni, diretto dal Commissario Capo Gianni ALBANO.
Nell’ambito delle direttive rese dal Questore di Brindisi, Dottor Roberto GENTILE, rivolte alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio e la persona, nei giorni scorsi, gli investigatori del Commissariato della Città Bianca, traevano in arresto e traducevano presso la Casa circondariale di Brindisi, MELPIGNANO Pierluigi, classe 1988, in esecuzione di Ordinanza emessa dal Magistrato di Sorveglianza di Lecce nonché di Provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Brindisi-Ufficio Esecuzioni Penali-, con cui si è disposta la cessazione della Detenzione Domiciliare in atto nei confronti di MELPIGNANO Pierluigi e l’accompagnamento dello stesso in carcere, per continuare ad espiare la pena di reclusione di quasi 2 anni.
Alla base dell’inasprimento e della sostituzione dei domiciliari col carcere, le violazioni che l’arrestato ha posto in essere in riferimento agli obblighi impostigli dall’Autorità Giudiziaria, accertate dai poliziotti ostunesi.
Di seguito, gli accertamenti ed i riscontri decisivi per l’odierno arresto: il MELPIGNANO, sin dal lontano 2008, era stato autore di gravi episodi criminali nel comune ostunese e nelle annesse frazioni.
Infatti, durante l’estate del citato anno, in Villanova di Ostuni, utilizzando alcune bottiglie di plastica contenenti sostanza infiammabile, appiccava il fuoco alla saracinesca esterna di una pescheria, provocando un grave e devastante incendio all’ interno del locale.
Non soddisfatto di quanto compiuto, esattamente un anno dopo, picchiava brutalmente con l aiuto di un altro individuo, un cameriere ed il proprietario di un bar di Ostuni, cessando nelle sue condotte vessatorie e di aggressione, solo grazie al tempestivo sopraggiungere di una Volante del Commissariato che, dopo gli atti del caso e la completa ricostruzione dell’ accaduto, lo traeva in arresto per i reati di violenza privata, lesioni personali plurime e detenzione di droga ai fini di spaccio.
Nell’occasione descritta, fu tradotto presso la Casa circondariale di Brindisi.
Dopo un periodo di reclusione, seguito dalla successiva sottoposizione agli arresti domiciliari, il MELPIGNANO si rese ulteriore protagonista ed autore di altri reati, quali reiterate conduzioni di veicoli senza che mai avesse conseguito la prevista patente di guida, oltraggio e resistenza a Pubblico Ufficiale nonché istigazione a delinquere, porto abusivo di oggetti atti ad offendere, minaccia e favoreggiamento personale.
Illeciti penali per i quali lo stesso, di volta in volta, veniva denunciato o arrestato, a seconda delle circostanze del caso, dalla Polizia di Stato di Ostuni e messo a disposizione della competente Autorità giudiziaria.
Inoltre, successivamente sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, per ben 9 volte ne violava le prescrizioni, in totale spregio delle imposizioni dettate dai giudici e mostrandosi sempre irriguardoso ed irriverente durante i controlli di polizia.
Ed ancora, nelle more della definizione delle sue pendenze penali, sino all’ emissione dell’ odierno ordine di arresto, continuava a frequentare soggetti con trascorsi penali, rientranti nella sfera criminale locale e gravitanti principalmente nel traffico illecito degli stupefacenti.
I gravi episodi delittuosi commessi con un’ allarmante continuità nel lasso temporale che va dal 2008 ad oggi, evidenziavano una persistente pericolosità sociale del MELPIGNANO la cui richiesta di ammissione al beneficio dell’ Affidamento in Prova ai Servizi Sociali, veniva respinta dalla magistratura che, all’ esito di tutte le risultanze info-investigative, disponeva che la parte di pena rimanente per le condanne, di volta in volta, collezionate, dovesse essere espiata in regime di detenzione domiciliare.
Allo stesso, venivano comminate precise e dettagliate prescrizioni cui doveva scrupolosamente attenersi.
Ciononostante, nel corso dei controlli svolti dalla Squadra Volante e dalla Polizia giudiziaria del Commissariato ostunese, in un’occasione veniva trovato in possesso di hashish, detenuto per uso personale ed, in un’altra circostanza, ospitava in casa un uomo, non preventivamente autorizzato ad accedere all’appartamento del MELPIGNANO e che, per di più, annoverava innumerevoli precedenti penali, anche per associazione per delinquere.
Riscontri negativi, quelli riferiti, che i poliziotti portavano tempestivamente a conoscenza dell’ Autorità giudiziaria che, giudicata l’irriverenza del pregiudicato, disponeva la revoca del beneficio degli arresti domiciliari e la sua traduzione presso la Casa circondariale brindisina.
Simultaneamente alla traduzione in galera del MELPIGNANO, un altro equipaggio della Squadra Volante effettuava un controllo presso un Bar sito In Villanova di Ostuni, nei riguardi di un noto pluripregiudicato del posto.
Nel corso della predetta attività di Polizia, la compagna del manigoldo, assumeva nei confronti del personale operante un comportamento, oltraggioso, minaccioso e diffamatorio tanto nei riguardi dei componenti della Volante che di altri appartenenti alla Polizia di Stato, in servizio presso il Commissariato di P.S. di Ostuni, assenti al momento in cui sono avvenuti i fatti.
L’episodio da cui è scaturita poi la denuncia, si è verificato nel corso di controllo finalizzato all’identificazione di un uomo, pluripregiudicato, compagno della denunciata e di un altro soggetto, anch’egli gravato da numerosissimi precedenti di polizia.
La donna, rivolgendosi ad alta voce agli Agenti della Polizia di Stato in uniforme e con auto con colori d’istituto, alla presenza di più persone affermava quanto segue: “ dovete finirla di controllare sempre il mio uomo, andate a controllare gli altri, chi dovete controllare non li controllate, ci fate fare una brutta figura come quando ci avete arrestato a tutti e due facendo un abuso, sto andando avanti con l’Avvocato” – “ il Commissario quello che avete voi, Montalbano, deve fare una brutta fine, Pasquale è un cornuto, Bufano deve morire”.
L’odierna indagata faceva esplicito riferimento al Dirigente del Commissariato di Ostuni, dott. Gianni ALBANO, definendolo, “ Commissario Montalbano” dispregiandone la figura istituzionale e minacciandolo di un male ingiusto, al Sov. VERDE Pasquale, offendendone la reputazione e l’onorabilità nonché all’Ass.te C. BUFANO Francesco, in servizio presso quest’Ufficio, minacciandolo di morte.
Tutto ciò perché, la donna era stata di recente arrestata insieme al compagno per furto aggravato, accertato in flagranza di reato dal Commissario Capo Dr. Gianni ALBANO, dal Sov. ZIZZI Vitantonio e dall’Ass.C. BUFANO Francesco.
Pertanto, all’esito delle formalità di rito, M.M, classe 1972, veniva denunciata alla Procura della Repubblica di Brindisi per i reati di Minaccia ed Oltraggio a Pubblico Ufficiale.
Stesso esito cui si perveniva anche nei confronti di un altro soggetto del posto, identificato in L.G., classe 1988, anch’egli denunciato per Minaccia, Oltraggio a Pubblico Ufficiale e Rifiuto di dare indicazioni sulla propria identità personale.
Difatti i poliziotti ostunesi unitamente ai colleghi del Reparto Prevenzione Crimine di Lecce, in questo Viale Pola notavano 3 giovani fermi vicino ad un’autovettura in atteggiamenti sospetti.
Si decideva di procedere al loro controllo ma i 3, accortisi di ciò, si separavano volutamente onde evitare la Polizia.
Ciononostante gli stessi venivano bloccati e debitamente sottoposti alle verifiche di rito.
Nel corso delle stesse, uno dei tre individui, poi identificato per L.G., adottava un atteggiamento ostico ed oltraggioso, infatti, ad alta voce ed in dialetto locale, proferiva testuali parole: “ma chi siete per dirmi di venire alla vostra macchina, io sto al bar, non ho fatto niente, non vado da nessuna parte e non dovete rompermi i coglioni, ma chi cazzo siete?!”.
Con estrema cautela e professionalità, gli operatori rinnovavano l’invito di esibire i documenti personali ma, in tutta risposta, ottenevano un fermo e deciso rifiuto da parte del soggetto che, anzi, continuava nei suoi sproloqui, dicendo, ad alta voce: “m’avete rotto i coglioni, mi dovete lasciare stare… ho già i cazzi miei per la testa e non voglio rotture di palle, ma che cazzo andate cercando?”.
Dal momento che, il fermato, non ascoltava ragione alcuna, lo stesso veniva condotto in ufficio onde poter procedere alla sua compiuta e corretta identificazione.
Raggiunti gli uffici di Polizia, L.G., classe 1988, con precedenti specifici, veniva denunciato alla Procura della Repubblica di Brindisi per aver oltraggiato con frasi ingiuriose gli operatori nonché per non aver esibito i propri documenti di identificazione e tanto meno aver declinato le proprie generalità, come richiestogli più volte.
Inoltre prima di andare via dal Commissariato, rivolgeva all’indirizzo di un poliziotto del Reparto Prevenzione Crimine di Lecce, una esplicita minaccia del seguente tenore: “…tanto con te ci vediamo, non ti preoccupare… mi ricordo della tua faccia!”
Pertanto, risponderà anche di Minaccia a Pubblico ufficiale.
L’ampio dispositivo di controllo del territorio, all’esito del quale si procedeva inoltre all’identificazione di più di 100 soggetti nonché alla verifica di diversi esercizi commerciali siti sia nel comune di Ostuni che in quello di Carovigno, proseguirà nei prossimi giorni da parte della Polizia di Stato ostunese nell’ottica della sicurezza generale.

Comunicato stampa Commissariato PS Ostuni

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