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Ostuni, madre e figlio rubano la corrente arrestati dagli agenti di Polizia

Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte del personale del Commissariato di P.S. di Ostuni, diretto dal Commissario Capo Gianni ALBANO.

Nell’ambito delle direttive rese dal Questore di Brindisi, Dottor Roberto GENTILE, rivolte alla prevenzione e repressione dei reati in generale ed, in special modo, di quelli che offendono il patrimonio e la persona, nei giorni scorsi, la Squadra Volante del Commissariato della Città Bianca, traeva in arresto 2 soggetti del posto, madre e figlio, per furto aggravato e continuato di energia elettrica.

Il danno calcolato è di circa 10 mila euro di corrente, indebitamente sottratta all’Ente erogatore.

I dettagli dell’intervento: in linea con una stringente e mirata azione di controllo del rispetto delle prescrizioni imposte dall’Autorità giudiziaria, ai soggetti sottoposti a misure restrittive, alternative alla detenzione carceraria, veniva effettuato un controllo ad un pregiudicato del posto, attualmente ristretto agli arresti domiciliari.

Lo stesso, richiesto dagli Agenti di agevolare il loro accesso all’interno dell’abitazione, con scuse di facciata e di circostanza, ritardava volutamente l’apertura della porta, permettendo agli operatori di avere accesso solo dopo un certo lasso di tempo.

Ciononostante, una volta all’interno, dopo attento sopralluogo, si comprendevano le ragioni del ritardo.

Di fatti, con l’ausilio di personale tecnico dell’Enel, si constatava che il manigoldo, prima di aprire la porta, aveva cercato di occultare lo stratagemma col quale prelevava illecitamente energia a sbafo dell’Enel.

Tentativo che però non sortiva gli esiti sperati, dal momento che veniva scoperto e sottoposto a sequestro penale l’intero contatore sul quale era stato operato un allaccio diretto tramite bypass che, di fatto, permetteva di beneficiare dell’energia senza che la stessa potesse essere regolarmente registrata.

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Individuazione che veniva effettuata nonostante durante le operazioni venissero riscontrati dei segni di effrazione all’armadietto in plastica di colore grigio, di proprietà dell’ente fornitore energia elettrica E.N.E.L, ubicato in una nicchia ricavata sul muro esterno della struttura abitativa.

Si trattava, appunto, di chiari indici di un intervento fatto alla rinfusa, prima di consentire l’accesso ai poliziotti in casa onde evitare che i due che dividevano l’appartamento, fossero scoperti.

Così venivano scovati, completamente funzionanti, tutti gli elettrodomestici tipici di una privata abitazione, alimentati ad hoc grazie alla riscontrata manomissione che, a sua volta, fungeva da alimentatore del dispositivo “salvavita” che i 2 arrestati avevano artatamente predisposto a propria garanzia e tutela, posto che il tutto veniva percepito tranquillamente in forma gratuita.

L’allaccio abusivo alla rete Enel permetteva a madre e figlio di beneficiare di consumi di gran lunga superiori rispetto agli ordinari 3 kw per uso domestico tanto che l’illecita acquisizione di corrente da parte degli arrestati, è stata stimata in più di 10000 euro, a dispetto delle bollette di pagamento dall’importo irrisorio, corrispondente ai cc.dd. costi fissi, che i 2 arrestati ricevevano dall’Ente erogatore.

Inoltre la violenza realizzata sui cavi Enel e finalizzata alla realizzazione dell’allaccio diretto abusivo, aveva determinato la totale inutilizzabilità del contatore, reso completamente inservibile e sottoposto a sequestro penale.

Condotti in ufficio e compiutamente identificati in Marco CALO’, classe 1984, pluripregiudicato per reati contro la persona, il patrimonio ed in materia di droga, nonché in Francesca ROMANO, classe 1952, dopo le formalità di rito, venivano dichiarati in arresto in flagranza di reato di furto pluriaggravato di energia elettrica, perpetrato in concorso tra di loro, e accompagnati presso la propria abitazione a disposizione della competente Autorità giudiziaria.

I servizi di controllo del territorio di competenza finalizzati al raggiungimento della sicurezza generale e volti, altresì, a scongiurare gli effetti negativi derivanti dai furti di energia, ai danni dei cittadini onesti che subiscono il contraccolpo dell’evasione altrui in bolletta, proseguiranno nei prossimi giorni da parte della Polizia di Stato di Ostuni congiuntamente a personale tecnico della società Enel S.p.a.

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