Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte del personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ostuni, diretto dal Commissario Capo Gianni ALBANO.

Nell’ambito delle direttive rese dal Questore di Brindisi, Dottor Roberto GENTILE, tese alla prevenzione e repressione dei reati in genere ed, in particolar modo, di quelli che offendono la persona ed il patrimonio, gli investigatori della Squadra di polizia giudiziaria e dell’ ufficio denunce, all’ esito di articolata e particolareggiata attività d’indagine, pervenivano all’ individuazione del responsabile di una rapina a mano armata, commessa in Ostuni sul finire del mese di ottobre dello scorso anno.

L’uomo, identificato in S.R., classe 1973, con numerosissimi passati giudiziari specifici, dovrà ora difendersi dall’ accusa di rapina, aggravata dall’ uso di un coltello avente lama superiore ai 10 centimetri nonché di porto abusivo di oggetti od cose atti ad offendere.

Più nei dettagli, l’attività operativa: a seguito di richiesta giunta alla locale Sala operativa, un equipaggio di Volante del Commissariato raggiungeva un signore di Ostuni che era stato vittima di una rapina, compiuta in strada e sotto la minaccia di un grosso coltello.

Il malcapitato riferiva ai poliziotti che, appena uscito dal posto di lavoro, avviatosi lungo la strada che lo avrebbe condotto a casa, lungo il tragitto, veniva fronteggiato da un uomo che, con una scusa di circostanza, lo induceva a fermarsi, dando seguito alle sue richieste d’informazioni.

Ma, una volta faccia a faccia, improvvisamente, il malintenzionato manifestava le sue originarie intenzioni iniziando a strattonare la vittima, spingendola con violenza e vigore, sino a farla rovinare bruscamente in terra.

Una volta in totale balia del rapinatore, questi puntava alla gola dell’ uomo un coltello e, sotto la minaccia dell’ arma, si faceva consegnare la borsa portata a tracolla.

Durante le concitate fasi della rapina, il manigoldo rivolgeva alla vittima, chiare frasi con cui intimava di consegnargli la tracolla, con una nitida inflessione dialettale ostunese.

All’interno della sacca trafugata vi erano, oltre a documenti ed effetti personali, la somma di 30,00 euro oltre ad altri oggetti di smisurato ed inestimabile valore affettivo.

Rassicurata la vittima e fatta visitare da personale medico onde poter recuperare dal difficile trauma subito, con le cautele richieste dalla particolarità della situazione, si acquisivano nell’ immediato, tutta una serie di informazioni funzionali ad orientare con decisione, l’attività investigativa.

Sin da subito, i sospetti dei poliziotti ostunesi convergevano su un pluripregiudicato del posto, anche per reati specifici, che, in base alle descrizioni fornite ed all’ indicazione di alcuni segni particolari presenti sul viso, era fortemente indiziato di essere l’ autore dell’ ignobile gesto predatorio.

E, difatti, l’immediata attività di ricerca dell’ individuo presso la sua abitazione, nonché presso i luoghi abitualmente frequentati, non sortiva alcun effetto, essendosi, lo stesso, dato a precipitosa fuga, nascondendosi ad hoc proprio per sfuggire ai poliziotti, sottraendosi all’ immediata cattura e agli inevitabili effetti di un suo fermo in flagranza di reato.

Ad ogni modo, nonostante il ricercato fosse letteralmente sparito dalla circolazione, gli investigatori del Commissariato ostunese, proseguivano nella loro dettagliata attività di acquisizione di riscontri e di indizi a carico del fuggitivo, di cui il rapinato, nel frattempo, in sede di denuncia, aveva fornito una dettagliata descrizione somatica, decisamente importante.

Ed infatti, gli ulteriori accertamenti a carico del soggetto, determinavano successive e inconfutabili evidenze probatorie che facevano chiudere definitivamente il cerchio attorno all’ odierno denunciato, riconosciuto senza ombra di dubbio quale l’autore dell’ efferata rapina.

Le risultanze dell’attività d’indagine venivano compiutamente portate a conoscenza dell’Autorità giudiziaria brindisina che sapientemente ha coordinato l’iter investigativo, sin dal suo inizio.

La stessa, sposando a pieno l’impianto probatorio formulato dagli investigatori della Polizia ostunese, formulava a carico dell’ uomo l’accusa di rapina, aggravata dall’ uso del coltello e dai futili motivi oltre a quella di uso od oggetti atti ad offendere.

Ancora una volta decisiva ai fini del positivo epilogo della vicenda, è stata la sinergia tra la Polizia di Stato ostunese e la vittima che ha riposto la sua fiducia nell’Istituzione, scegliendo di abbracciare, attraverso la denuncia, la via della legalità, rifiutando quella dell’ omertà e del non coraggio.

I servizi di controllo del territorio di competenza da parte del personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ostuni proseguiranno nei prossimi giorni nell’ ottica della sicurezza generale.

Comunicato Stampa Commissariato di Ostuni

 

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