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Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte del personale del Commissariato di P.S. di Ostuni, diretto dal Commissario Capo Gianni ALBANO.

Nell’ambito delle direttive rese dal Questore di Brindisi, Dott. Roberto GENTILE, finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati in generale ed, in particolar modo, di quelli che ledono la persona ed il patrimonio, i poliziotti della Squadra Volante e della Polizia giudiziaria del Commissariato della Città Bianca, in seguito ad un’attività investigativa protrattasi ininterrottamente per un’intera notte ed il giorno seguente, riuscivano a risalire ai responsabili di un violento episodio di aggressione verificatosi a cavallo tra il 30 aprile ed l’1° maggio, nel territorio del Comune di Carovigno, ai danni di 2 ragazzi del posto che, avevano riportato lesioni giudicate guaribili, salvo complicazioni, in 30 giorni ciascuno.

Un terzo soggetto, anch’esso obiettivo dei 4 arrestati, è riuscito a scampare all’aggressione solo grazie al tempestivo fermo dei 4 da parte della Polizia di Stato ostunese.

Sul movente, nessuna pista è esclusa dagli inquirenti, ivi compresa quella del regolamento di conti connesso a questioni di droga e relativi debiti non onorati nonché quella della volontà di lavare l’onta di qualche sgarbo subito.

Proprio al fine di sgombrare il campo dai dubbi si indirizzeranno le ulteriori attività d’indagine, nell’ambito del coordinamento della Procura della Repubblica di Brindisi e, nello specifico, del PM Dott. Raffaele CASTO.

Più nei particolari, i dettagli dell’operazione: nella tarda serata di sabato u.s., veniva richiesto l’intervento della Volante presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Ostuni ove, erano appena giunti 2 ragazzi che erano stati vittime di una cruenta aggressione a Carovigno, compiuta da 4 individui del posto armati di bastoni di legno del tipo mazze da baseball.

Dopo le cure mediche del caso, rese non rinviabili ulteriormente dal momento che, i 2 malcapitati presentavano significative ferite lacero contuse nella zona del cuoio capelluto, tali da essere ricoverati in osservazione in attesa di ulteriori approfondimenti neurologici oltre ad escoriazioni, contusioni ed ecchimosi in tutte le parti del corpo, venivano acquisiti tutti gli elementi necessari all’individuazione dei manigoldi.

Le risultanze, coniugate alla conoscenza del territorio nonché dei luoghi di abituale ritrovo dei giovani, da parte degli investigatori ostunesi, hanno consentito di chiudere il cerchio sul violento episodio.

Le informazioni ottenute, quindi, venivano veicolate in tempo reale dagli Agenti intervenuti presso il nosocomio, ai colleghi di 2 altri equipaggi del Commissariato che, già in Carovigno per altre attività d’indagine, si ponevano immediatamente alla ricerca dei 4 aggressori nonché delle 2 autovetture con cui i medesimi avevano realizzato il raid punitivo.

Veniva pertanto organizzato un dispositivo di ricerca che, sviluppatosi ad ampio raggio e respiro e senza soluzione di continuità ivi compreso un inseguimento con le 2 auto degli aggressori, poi fermate con non poche resistenze, consentiva giustappunto di rintracciarli, nonostante le diverse difficoltà affrontate, dovute anche, a tutta una serie di alibi preconfezionati e mirati che i 4 si erano procurati per sottrarsi alla giustizia e sviare le indagini.

Venivano, dunque, setacciate le 2 autovetture in uso agli stessi nonché eseguite diverse perquisizioni onde recuperare i bastoni con cui avevano selvaggiamente percosso le 2 vittime ma, come poi esternato formalmente da 1 del 4 arrestati, le ricerche non davano un esito positivo su questo versante, poiché subito dopo il misfatto si erano attivati per la materiale distruzione degli oggetti di offesa.

Fermati i responsabili, gli stessi venivano condotti in ufficio per l’ulteriore attività di ricostruzione della vicenda, all’esito della quale si perveniva ad importanti evidenze probatorie circa la loro responsabilità penale.

In particolare, i 4, dando seguito ad un pianificato e premeditato piano punitivo, incontratisi presso un bar, loro solito punto di ritrovo, avevano raggiunto a bordo di 2 diverse auto, la casa della prima vittima, attendendo che la stessa uscisse fuori. Non appena aperta la porta dell’appartamento, l’aggredito veniva raggiunto da una serie infinita di calci, pugni e schiaffi nonché da alcuni colpi di bastone all’altezza del viso e della testa, una raffica di inaudita ferocia che quasi annichiliva il malcapitato.

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Lo stesso, di fatti, non riusciva ad accennare a nessuna forma di reazione, tanto era veemente e sostenuta la furia degli aggressori. Questi, ultimata la punizione, si recavano dal secondo aggredito e, assalitolo alle spalle, sfruttando un angolo poco illuminato della Villa comunale, lo pestavano bruscamente sino a lasciarlo, quasi esanime, in terra.

Fortunatamente, i 2 venivano soccorsi e trasportati in ospedale per gli improcrastinabili interventi sanitari, visto che i colpi sferrati avevano interessato anche zone vitali come la testa.

Gli aggressori, come se nulla fosse stato compiuto, ritornavano a trascorre la serata con altre amicizie, attendendo tranquillamente alle proprie esigenze private fino al momento del fermo da parte della Polizia di Stato della Città Bianca dinanzi alla quale si mostravano quasi attoniti e sorpresi per quanto veniva loro addebitato, negando ogni forma di responsabilità circa l’aggressione, ripetendo di essere dei bravi ragazzi e che erano totalmente estranei a quanto accaduto.

I poliziotti, d’intesa con l’Autorità giudiziaria, sottoponevano a sequestro penale i telefoni cellulari dei 4 arrestati, al cui interno sono presenti elementi decisivi e gravemente indizianti circa l’attento e certosino piano di azione, concordato nei dettagli dai 4 arrestati, d’accordo nella volontà di farla pagare cara alle 2 vittime, “colpevoli” di essersi intromessi su questioni da cui si sarebbero dovuti tenere lontani.

Pertanto, all’esito della ricostruzione dell’episodio criminale, i riscontri investigativi venivano portati a conoscenza del PM di turno presso la Procura della Repubblica di Brindisi, Dott. Raffaele CASTO che concordava a pieno con l’arresto in flagranza di reato dei 4 soggetti, ritenuti responsabili, in concorso, di lesioni personali plurime, aggravate dai futili motivi e dalla premeditazione, per porto abusivo di cose od oggetti atti ad offendere.

Questi, identificati in BRANDI Miki Luciano classe 1993, GALEONE Rocco classe 1991 e TATEO Mino classe 1996, tutti di Carovigno, dopo le formalità di rito venivano ristretti presso i propri domicili in regime di arresti domiciliari.

GRECO Giuseppe classe 1994 anch’egli di Carovigno, con precedenti penali per ricettazione, detenzione ai fini di spaccio e resistenza a Pubblico Ufficiale, d’intesa con l’A.G., veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Brindisi.

Nella giornata di ieri u.s., veniva celebrata l’udienza di convalida dell’arresto, all’esito della quale, sulla base del solido impianto accusatorio determinato e messo a disposizione dell’ Autorità giudiziaria, l’arresto dei 4 veniva convalidato con l’applicazione per tutti, della misura restrittiva degli arresti domiciliari.

L’intervento della Polizia di Stato, a garanzia della sicurezza generale, è stato decisivo nell’ottica dell’individuazione dei responsabili del vile e violento gesto delinquenziale.

Altrettanto decisiva è stata la collaborazione delle 2 vittime che, alla non accettabile via della giustizia sommaria e fai da te, hanno contrapposto la strada della legalità.

Comunicato Stampa Commissariato PS Ostuni

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