Inversione di marcia, in provincia di Brindisi è terminata l’emergenza sangue per lasciare spazio all’emergenza medici.

Da diverse settimane le Unità Fisse Raccolta sangue degli ospedali civili di Ostuni e di Francavilla Fontana non sono operative per mancanza di personale medico; come d’incanto, chi regolarmente operava quotidianamente presso il Centro Trasfusionale del Perrino di Brindisi è scomparso “nel nulla”.

A dire del Prof. Cucci, primario del centro trasfusionale, pare che sia colpa dei permessi della legge 104 dei quali alcuni medici usufruiscono. Ci torna immediatamente in mente una famosa battuta: ma mi faccia il piacere…”. La verità invece si nasconde tra le “pieghe” per non dire tra le “piaghe” di un annoso problema che viene da lontano e cioè quello di voler concentrare tutto presso l’ospedale di Brindisi a discapito delle altre comunità.

Il sottoscritto, insieme ad altri amici ha condotto per diversi anni battaglie, anche politiche, per far sì che l’Ospedale di Ostuni avesse un proprio centro trasfusionale così come nei tempi d’oro del Dott. Menna e della Dott.ssa Capuano e solo dopo tante battaglie e tanto impegno siamo almeno riusciti ad avere una Unità Fissa che per un solo giorno alla settimana (venerdì) raccogliesse i tanti volontari ostunesi e dei comuni limitrofi (Ceglie M., Carovigno, Cisternino) sia dell’AVIS ma anche di altre associazioni di volontariato (Croce Rossa e Fraters). A riprova del nostro quotidiano impegno vi sono i risultati che parlano, basti pensare che nel 2015 la nostra sezione ha superato le mille sacche di sangue raccolte nell’anno, ponendosi fra i primi posti delle associazioni di donatori di sangue della nostra provincia.

I tentativi di ostruzionismo messi in atto dai responsabili del Centro Trasfusionale del Perrino di Brindisi sono stati tanti e tutti di basso spessore e valore umanitario, per non dire professionale; addirittura pur di invogliare i donatori ad andare a Brindisi si sono inventati il classico slogan da fiera: “ricchi premi e cotillons”, pur consapevoli dei rischi tanti ed insidiosi, a cui si espongono i donatori nell’affrontare un percorso in auto di circa trenta chilometri per ritornare da Brindisi ad Ostuni e dintorni dopo aver effettuato la propria donazione di sangue.

Ma noi non molliamo, abbiamo stipulato un patto di sangue con i meno fortunati che purtroppo soffrono ed hanno bisogno quotidianamente di cure e trasfusioni di sangue. Metteremo in atto ogni azione possibile e legale per far sì che le Unità Fisse di Ostuni e Francavilla ritornino ad essere operative anche perché bisognerebbe ricordare alle signorie illustrissime dell’azienda sanitaria brindisina che l’estate è alle porte e che l’emergenza sangue diventa vitale per tanti sfortunati vittime di incidenti stradali.

 

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