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Prosegue l’ azione di controllo del territorio da parte del personale del Commissariato di P.S. di Ostuni, diretto dal Commissario Capo Gianni Dr. ALBANO.In perfetta sintonia con le direttive rese dal Questore di Brindisi, Dott. Roberto GENTILE, finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati in generale ed, in particolar modo, di quelli che offendono la persona ed il patrimonio, gli investigatori del Commissariato della Città Bianca, nei giorni scorsi, portavano a conclusione una serie di accertamenti che determinavano il sequestro penale di vari documenti falsi nonché la denuncia alla Procura della Repubblica di Brindisi di 3 soggetti.

Più nei dettagli, i controlli: nel corso di un posto di controllo, veniva intimato l’Alt ad un’utilitaria condotta da un pluripregiudicato del posto che, dopo le verifiche di rito, veniva sanzionato in quanto in possesso di patente di guida revocata dal 2003.

Contestualmente l’autovettura veniva sottoposta a fermo amministrativo per 3 mesi ed la carta di circolazione sequestrata per ulteriori accertamenti volti a verificare una sua sospetta falsificazione.

Nello specifico, la “linguetta” adesiva concernente il passaggio di proprietà, presentava strani segni di modifiche con successive alterazioni che ne minavano fortemente l’autenticità. Ragion per cui, si decideva di approfondire la vicenda onde vederci più chiaro.

Gli approfondimenti investigativi traevano spunto dal soggetto che risultava essere l’intestatario del mezzo stando alla carta di circolazione sequestrata.

Il suo nominativo veniva inserito all’ interno delle Banche Dati informatiche del Pubblico Registro Automobilistico ove il proprietario dell’ utilitaria fermata risultava essere il figlio del noto pregiudicato sanzionato perché guidava con la patente revocata nel lontano 2003, a differenza di quello che risultava sul documento ritirato.

Si appurava inoltre che padre e figlio, d ‘intesa con un altro individuo impiegato presso un’agenzia di pratiche automobilistiche di Carovigno, avevano fittizziamente eseguito il passaggio di proprietà dell’automobile alla nonna proprio al fine di beneficiare, pur non avendone i requisiti, di una classe assicurativa di merito secondo la Legge Bersani che permette ai nuovi contraenti di assicurazioni RCA di usufruire della stessa classe assicurativa dei parenti, con agevolazioni economiche particolarmente vantaggiose.

Pertanto per lo Stato il proprietario del mezzo era il figlio del manigoldo, dal momento che del citato passaggio di proprietà non vi era traccia né all’ ACI né alla Motorizzazione Civile; invece, per l’ignara compagnia di assicurazione l’ intestatario del mezzo nonché del relativo contratto, era la nonna, con un “risparmio” frutto del raggiro, di oltre 1500 euro annui, rispetto all’ importo, di gran lunga superiore ai 2500 euro l’anno, che padre e figlio avrebbero dovuto pagare se fossero partiti, come dovevano, dalla 14 esima classe, non avendo minimamente i requisiti per l’ammissione ai benefici di Legge cui si è accennato.

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Inoltre, si documentava che, a ulteriore conferma della falsità della “linguetta”adesiva relativa al passaggio di proprietà, sulla stessa era stato apposto un numero di serie assegnato ad un’agenzia dallo Sportello Telematico dell’Automobilista che, sentito il titolare, non era mai stato rilasciato dalla stessa, con l’inevitabile conseguenza che ad essere raggirata non era stata solo la Compagnia Assicurativa ma anche la citata Agenzia, il cui numero di riconoscimento come Agenzia operante nel circuito dello Sportello Telematico dell’’Automobilista, era stato inopportunamente utilizzato da padre e figlio che, senza titolo, lo avevano stampigliato sulla linguetta adesiva col fine di renderla più credibile agli occhi di terzi.

Entrambi gli enti, preso atto della macchinazione, hanno presentato denuncia presso gli uffici del Commissariato ostunese.

All’esito delle verifiche, veniva sottoposta a sequestro tutta la documentazione con cui si portava a compimento il raggiro descritto mentre i 3 individui venivano denunciati alla Procura della Repubblica di Brindisi per una serie di reati che vanno dalla truffa finalizzata all’ indebita percezione di pubbliche erogazioni alla falsità ideologica in atto pubblico oltre all’ utilizzo di atti falsi con l’aggravante, di averli esibiti a Pubblici Ufficiali nello svolgimento delle loro funzioni di Legge e, col chiaro fine, di trarli in inganno onde impedire il corretto svolgimento dei compiti d’istituto.

I 3, identificati in C.P., classe 1967, con numerosissimi precedenti penali anche per associazione per delinquere di stampo mafioso, C.C., classe 1994 e Z.G., classe 1972, tutti residenti in Ostuni, avevano architettato un perfetto piano truffaldino ai danni di compagnie assicurative e agenzie automobilistiche.

Gli accertamenti, pertanto, sono tutt’altro che ultimati da parte degli investigatori del Commissariato ostunese al cui vaglio, vi è l analisi di altra documentazione fornita dagli indagati per ottenere finanziamenti pubblici.

I raggiri compiuti, protrattisi per diversi anni, hanno prodotto un consistente ammanco economico ai danni degli enti truffati con conseguenti lauti profitti per gli indagati che, ora, dovranno rispondere degli addebiti loro mossi dalla Polizia di Stato ostunese.

I servizi di controllo del territorio da parte del Commissariato della Città Bianca proseguiranno nei prossimi giorni nell’ ottica della sicurezza generale.

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