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Continua l’azione di controllo del territorio da parte del personale del Commissariato di P.S. di Ostuni, diretto dal Commissario Capo Gianni ALBANO.
Nell’ambito delle direttive rese dal Questore di Brindisi, Dott. Roberto GENTILE, rivolte alla prevenzione e repressione dei reati in generale ed, in particolar modo, di quelli che offendono la persona, i poliziotti del Commissariato della Città Bianca, nella giornata di ieri, traevano in arresto nella flagranza dei reati di atti persecutori, lesioni personali e maltrattamenti, POLIGNINO Angelo nato a Ostuni, classe 1970, ivi residente, con precedenti specifici.
imagePiù nello specifico, i dettagli dell’intervento: nella serata di ieri, giungeva presso la locale Sala operativa una richiesta di intervento all’interno di un bar del posto ove, era segnalata un’aggressione ai danni della proprietaria da parte dell’ex marito, la cui violenza, stava mettendo in subbuglio l’intero locale in cui si verificavano veri e propri attimi di terrore. Immediatamente allertata la Volante, la stessa si portava sul luogo dell’accaduto ove, atterrita e claudicante, si rintracciava la vittima con evidenti segni sul collo e sul viso delle percosse patite, non sfociate in peggiori epiloghi grazie all’intervento di alcuni clienti, uno dei quali in particolare, per placare l’impeto dell’uomo, veniva a sua volta aggredito con ripetuti schiaffi in pieno volto.
Il sopraggiungere dei poliziotti, avvisati con apposita chiamata ascoltata anche dal violento, lo inducevano a fuggire poco prima che gli stessi giungessero ma, il suo allontanamento, non durava a lungo, dal momento che veniva individuato dagli Agenti in divisa in una pizzeria, ove, come se nulla fosse accaduto, era intento a consumare una pizza e a bere alcolici, così, aumentando il suo già consistente stato di ubriachezza.
Condotto in ufficio, dopo aver vinto un’iniziale forma di resistenza e riluttanza, si procedeva alla compiuta ricostruzione dell’intera vicenda.
Gli accertamenti consentivano di appurare che l’escalation di violenze, soprusi fisici e psicologici, maltrattamenti e vessazioni di ogni genere, era risalente nel tempo, essendo stato l’ex marito, già nel 2013, raggiunto da un’ordinanza del giudice che disponeva il suo divieto di avvicinamento alla ex moglie, nonché di comunicare in tutti i modi con la stessa e di raggiungere i luoghi abitualmente frequentati dalla donna. Imposizione che l’uomo rispettava in un primo momento tanto da indurre la denunciante a convincersi del cambiamento dell’ex, decidendo, ritirando la denuncia presentata, di concedergli un’altra possibilità.
Da quel momento in poi, si concretizzava un vero e proprio calvario per la malcapitata.
Di fatti l’uomo, recitando un ruolo ben pianificato, riusciva a recuperare la fiducia della donna e, una volta percepito “che era di nuovo sua”, ricominciava a renderle la vita un inferno subito dopo essere ritornati a vivere insieme sul finire dello scorso anno. L’uomo, costantemente in preda ai fumi dell’alcool, non perdeva occasione di picchiarla e di trattarla alla stregua di un cencio, inanellando diversi episodi di sopraffazione, inizialmente non denunciati solo per paura di subire ulteriori ed ancora più gravi violenze. Ma, proprio in ragione di quanto costantemente patito fin dal momento del loro riavvicinamento, alla fine la donna decideva di allontanare da casa il suo aguzzino, tentando in tutti i modi di prenderne le distanze.
Una speranza, quest’ultima, vana dal momento che la nuova separazione non faceva che incrementare la condotta asfissiante e persecutoria dell’ormai ex marito.
L’apice si raggiungeva la notte del 07 aprile u.s. quando l’arrestato si presentava, totalmente ubriaco, presso il bar gestito dalla vittima, la raggiungeva dietro al bancone, l’aggrediva con violenti pugni, calci e schiaffi sino quasi a strangolarla, tanto che la stessa si vedeva costretta a simulare uno svenimento per potersi sottrarre alla morsa dell’aggressore; divincolatasi, riusciva ad uscire dal locale comunque inseguita dal violento che, ancora non contento di quanto realizzato, le piombava addosso, una volta gettata a terra, continuando a percuoterla con impeto e veemenza. Trovato un riparo di fortuna, l’arrivo della Volante del Commissariato scongiurava ulteriori conseguenze deleterie, ricomponendo la situazione e provvedendo all’allontanamento dell’aguzzino dalla donna, nel frattempo sottoposta alle cure mediche del caso, con una prognosi di 7 giorni salvo complicazioni.
La successiva documentazione dell’accaduto, ampiamente condivisa con l’A.G., portava ad un primo deferimento del soggetto, fortemente diffidato dal commettere episodi analoghi.
Dall’episodio descritto, scaturiva una costante attività di assistenza concreta da parte della Polizia di Stato ostunese che monitorava assiduamente l’uomo a tutela della denunciante.
Scelta operativa avveduta che permetteva di intervenire nuovamente presso il bar ove l’ex marito veniva nuovamente fermato e, sottoposto a perquisizione, trovato in possesso di un grosso taglierino, di cui non sapeva giustificare la disponibilità, ovviamente posto sotto sequestro, onde evitare il peggio ed anche in questa circostanza, veniva denunciato per possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Ma, temendo che lo stesso potesse ripetersi, posto che nel frattempo, approfittando di un momento di assenza della donna, era riuscito ad introdursi nell’ex casa coniugale, devastandola, al punto da indurla, ormai atterrita, ad abbandonarla, trovando riparo e ricovero presso amici, si teneva alta la soglia di attenzione sulla vicenda.
E, di fatti, a conferma della fondatezza dei dubbi da parte della Polizia di Stato ostunese, la stessa nella notte del 17 aprile u.s., interveniva nuovamente all’interno del bar ove il POLIGNINO stava perpetrando una nuova aggressione ai danni dell’ex che ne procurava un’ulteriore prognosi di 5 giorni e di un avventore frappostosi per contenerne l’impeto violento.
Prontamente bloccato come già riferito antecedentemente, l’individuo, posta la flagranza di reato di lesioni personali dolose e di atti persecutori mirati a far il vuoto attorno alla vittima ed ad indurla a cambiare radicalmente le sue abitudini di vita, il tutto in un contesto di costanti e perduranti gravi maltrattamenti, veniva tratto in arresto e, su disposizione del PM di turno presso la Procura della Repubblica di Brindisi, ristretto in regime di arresti domiciliari presso un’abitazione sita in Villanova, frazione di Ostuni, ben lontano dalla denunciante.
Per la vittima, mai abbandonata durante il suo coraggioso percorso di ribellione e di denuncia del suo aguzzino, l’arresto eseguito in flagranza di reato ha rappresentato la fine di un vero e proprio incubo.
I servizi di controllo da parte della Polizia di Stato ostunese proseguiranno nei prossimi giorni nell’ottica della sicurezza generale a vantaggio della collettività cui si rivolge l’invito a segnalare celermente ogni situazione di pericolo in cui si dovessero venire a trovare le vittime, nella piena convinzione che spesso, temporeggiare può significare un punto di non ritorno e non avere più una nuova possibilità di reagire e di riappropriarsi della propria esistenza.

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